In facebook in pochi giorni si sono iscritte 400 persone con un unico obiettivo: via le grandi navi dal bacino di San Marco. La protesta parte dal "remer" Saverio Pastor ma ha già raccolto l'adesione di singoli cittadini e di una dozzina di associazioni. E così una lettera è già stata inviata al ministro Giancarlo Galan, a Regione, Comune, Provincia, Capitaneria e Autorità portuale. La richiesta è spostare le navi e aprire un dibattito. «Un'applicazione più rigida delle norme europee, un organo indipendente che verifichi i dati dell'inquinamento elettromagnetico, acustico e dell'ambiente - spiega Pastor - il divieto dei passaggi con maree inferiori allo zero, livello sotto il quale i fenomeni di erosione aumentano e il divieto di concentrare nei fine settimana anche 10 navi. E poi, in prospettiva, che riconsegnino la Marittima alla città e spostino i traghetti a Fusina». I veneziani dicono stop alle gigantesche navi che attraversano il bacino San Marco perché «la laguna non può più sopportare un traffico così pesante e impattante». Ed è palpabile che il clima sta degenerando. «Riva sette Martiri è un'autostrada - dice Severino Rigo, presidente dell'associazione Arco - chiederemo le barriere antirumore. Spostando i traghetti da subito si abbatterebbe il 45 dei passaggi. Servono norme di regolamentazione anche per i lancioni». «Il traffico crocieristico è un pezzo dell'economia della città, anche se non credo così importante come viene detto, che vogliamo preservare, ma non a scapito della città e dei suoi residenti - ha aggiunto il consigliere comunale Sebastiano Bonzio - fermando le navi prima, si potrebbero creare dei collegamenti veloci che andrebbero a finanziare i tagli al trasporto pubblico».
Venezia. Gruppo Facebook: Fuori le grandi navi dal Bacino S. Marco
In pochi giorni, 400 persone si sono iscritte a una protesta su Facebook per fermare le grandi navi dal bacino di San Marco a Venezia. La protesta è stata lanciata da un "remer" di nome Saverio Pastor e ha già raccolto l'adesione di singoli cittadini e associazioni. La richiesta è di spostare le navi e aprire un dibattito. I protestanti chiedono un'applicazione più rigida delle norme europee, un organo indipendente per verificare i dati dell'inquinamento elettromagnetico, acustico e dell'ambiente, il divieto dei passaggi con maree inferiori allo zero e il divieto di concentrare le navi nei fine settimana.
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