La richiesta di 14 associazioni alle autorità L'obiettivo nel decennio è netto: fuori le maxi-navi dal bacino di San Marco. Ma nell'immediato i provvedimenti più urgenti richiesti sono di bloccare il transito delle navi con la marea allo zero (per evitare i danni più gravi del risucchio dei fondali al passaggio dei mega scafi) e analisi «indipendenti» su qualità di aria, acqua, rumorosità. E, ancora, si chiede l'applicazione di filtri alle ciminiere; di spalmare l'arrivo e partenza delle navi su tutta la settimana e non concentrate tra sabato e domenica; rassicurazioni su un pronto trasferimento in terraferma almeno dei traghetti che riversano sul ponte della Libertà 162 mila auto l'anno; un dibattito cittadino sul futuro della portualità; l'impegno del ministro dei Beni culturali Galan a garantire la tutela del patrimonio artistico di Venezia. Sono queste alcune delle richieste contenute in una raccomandata regolarmente protocollata, inviata da 14 associazioni della città - 40xVenezia, Archeoclub, Arco, Arzanà, Compagnia il Nuovo trionfo, Ecoistituto del Veneto, El felze, Estuario Nostro, Italia Nostra, Mare di Carta, Pax in Aqua, Società mutuo soccorso Carpentieri e Calafati, Venessia.com, Venezia città anfibia - al ministro Galan, alla sovrintendente Codello, al sindaco Orsoni, ai presidenti di Regione e Provincia Zaia e Zaccariotto, all'Autorità portuali. Oltre 400 i fans su una pagina Facebook aperta da pochi giorni. Tra le altre richieste, in attesa del trasferimento in terraferma di tutto il traffico croceristico - obiettivo finale - l'allaccio alla rete elettrica delle navi all'ormeggio con chiusura dei motori e l'uso di mezzi elettrici. «Non vogliamo che Venezia rinunci all'economia portuale», osserva Saverio Pastor, a nome dei firmatari, «ma pretendiamo che avvenga nel rispetto e nel miglioramento dell'ambiente e della qualità di vita in città, che dev'essere coinvolta in un dibattito pubblico su un modello di sviluppo sostenibile dell'attività portuale».