ROMA Cosa succederà adesso alle legislazione sull'ambiente? Adesso che il parlamento ha approvato in via definitiva la delega in materia a Palazzo Chigi? Il governo ha continuato a ripetere: non succederà nulla, sarà soltanto un riordino delle norme esistenti. È necessario perché sono troppe. Troppo ingarbugliate. Sovrapposte e sovrapponibili, varate sulla scia di emergenze. La sensazione, però è che ci sarà un cambio generale della filosofia di fondo sulla gestione dell'ambiente. A cominciare dalle gestione delle aree protette: l'intento del ministero è di renderle produttive. Con uno sfruttamento commerciale del territorio. Ed anche un inserimento di queste aree protette denaro i pacchetti turistici. I VENTIQUATTRO SAGGI Spetterà ai saggi riscrivere le nuove regole dell'ambiente. Ventiquattro «saggi». O meglio: ventiquattro esperti, i tecnici ai quali la delega ambientale affida il compito di riscrivere la legislazione in materia. Tutta la legislazione sull'ambiente esistente fino ad oggi. Per capire: le leggi in materia sono così tante che nemmeno il ministro riesce a contarle. «Soltanto in tema di rifiuti ci sono 915 norme», taglia infatti corto Altero Matteoli, titolare del dicastero dell'Ambiente. Tocca a lui mettere in moto tutta questa macchina. Spetta al ministro Matteoli la nomina dei ventiquattro saggi che avranno diciotto mesi di tempo per fare il loro lavoro. Per scrivere quelle che sono già state battezzate le sette «superleggi». Tecnicamente altro saranno se non sette testi unici che diventeranno operativi superando tutte le norme vigenti. Super-leggi che esuleranno dal controllo del Parlamento: a vincolare alle Camere il lavoro legislativo dei ventiquattro «saggi» sarà, intatti, soltanto un parere consultivo. SUPERLEGGI Sette«superleggi»: i rifiuti, sarà il primo testo, e poi le acque, l'aria, la difesa del suolo, la gestione delle aree protette, l'impatto ambientale, la tutela risarcitoria per i danni all'ambiente. Già i danni all'ambiente: con il varo della nuova «superlegge» si vorrebbe garantire l'efficacia delle prescrizioni delle autorità competenti ma, soprattutto, l'effettivo risarcimento di danni che troppo spesso rimangano vittime delle lentezze legislative. RIFIUTI NON EUROPEI Chissà cosa succederà per il «supertesto» sui rifiuti. L'Europa continua a bacchettarci in materia. Ci sono attualmente quattro cause che pendono dalla Corte di giustizia dell'Unione europea per quello che riguarda il problema dei rifiuti italiani. C'è un problema di definizione: la nostra è «soggettiva ed arbitraria», secondo la corte di Bruxelles. È di pochi giorni fa l'ultimo rimprovero: «Sarà quest'ultimo che, probabilmente farà bocciare all'Unione europea la nostra delega ambientale», ha detto ieri Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita. Perché nel disegno di legge sulla delega approvata mercoledì scorso dall'aula di Montecitorio c'è anche un capitolo sui rifiuti ferrosi, oltre alla contestatissima sanatoria nelle aree vincolate. Nel testo licenziato dalla Camera (che contiene anche norme per sanare alcuni abusi commessi entro il settembre scorso in zone vincolate), i rifiuti ferrosi (ma anche non ferrosi) non sarebbero più considerati rifiuti industriali bensì «materia prima seconda», con una notevole diminuzione del livello di controllo. «Il testo sulla delega ambientale era in Parlamento già da più di tre anni», si è giustificato in proposito il ministro Altero Matteoli. E ha aggiunto: «Era già la quinta volta che faceva su e giù tra l'aula di Montecitorio e quella di Palazzo madama. Se avessimo cambiato qualche cosa alla Camera avremmo dovuto rimandare il testo a Montecitorio. Non c'era più tempo però: per questo alla Camera abbiamo messo la fiducia sulla delega ambientale. La fiducia su questo provvedimento era stata messa anche al Senato, lì dove l'opposizione dopo vivaci proteste aveva deciso di uscire in blocco durante le votazioni.
La legge contestata, 24 saggi per l'ambiente
Il governo ha approvato in via definitiva la delega in materia di ambiente al ministero del lavoro, che avrà 18 mesi per riscrivere la legislazione sull'ambiente. Il ministro Altero Matteoli ha spiegato che il nuovo testo sarà più semplice e facile da capire, con 7 superleggi che esulenteranno dal controllo del Parlamento. Le superleggi copriranno argomenti come la gestione dei rifiuti, le acque, l'aria, la difesa del suolo e la tutela risarcitoria per i danni all'ambiente. Il governo ha anche deciso di rendere produttive le aree protette, con uno sfruttamento commerciale del territorio.
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