Si apre oggi con il ministro Giancarlo Galan, la ventiquattresima edizione del Salone di Torino Gian Arturo Ferrari: «Mostra laica, non usiamo il manuale Cencelli delle fedi» Ernesto Ferrero: Il decennio più ricco? «Forse gli anni Sessanta del Novecento» TORINO Paolo Giacometti, chi era costui? Drammaturgo, nato nel 1816 a Novi Ligure, è il primo dei centocinquanta autori che si incontrano lungo il cammino circolare dell'«Italia dei Libri», la mostra ideata da Rolando Picchioni e diretta da Gian Arturo Ferrari che racconta un secolo e mezzo di storia nazionale attraverso scrittori, editori, tipografi, filosofi, storici, scienziati. Il primo libro scelto per questa emozionante passeggiata nella cultura nazionale è La morte civile, dramma del 1862 contro l'indissolubilità del matrimonio religioso. L'ultimo dei centocinquanta è il Leopardi di Pietro Citati. In mezzo tutti i grandi nomi della nostra cultura unitaria, dai Viceré di Federico De Roberto (1894) ai Canti orfici di Dino Campana (1914) a Rubi di Giuseppe Antonio Borgese (1921) al Mulino del Po di Riccardo Bacchelli (1940) al Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern (1953) a Mussolini il rivoluzionario di Renzo De Felice (1965) alla Solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano (2008). Due pannelli, costruiti come due pagine, illustrano da una parte la motivazione, dall'altra una pagina dell'opera scelta. Questo cammino circolare sul filo rosso delle date si apre su isole dedicate ai quindici personaggi che sarebbe riduttivo descrivere come semplici autori, da Francesco De Sanctus a Filippo Tommaso Marinetti (definito da D'Annunzio «un cretino fosforescente»), ai quindici superlibri cui fa da corredo un oggetto evocativo (la camicia rossa dei garibaldini per Le confessioni di un ottuagenario di Ippolito Nievo, una sdraio da analista per La coscienza di Zeno di Italo Svevo, una vecchia bici per il Don Camillo di Giovannino Guareschi, un sidecar d'epoca per Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda. E via distraendosi con il calesse della cavallina storna di Pascoli o gli ossi di seppia forniti da una pescheria per le poesie di Eugenio Montale. Poi ci sono i sedici (non quindici) grandi editori, da Utet a Treves-Garzanti, da Mondadori a Rizzoli, da Feltrinelli a Sellerio. E i fenomeni editoriali: grandi pannelli raccontano le biblioteche nazionali, i libri della scuola, la giovane editoria, i caratteri tipografici, i premi letterari, l'editoria religiosa, non soltanto cattolica. Il comitato scientifico ha scelto di non derogare dalla sua riduttiva scelta iniziale nonostante le critiche avanzate anche da «Avvenire» e dall'«Osservatore Romano». Il percorso si conclude sull'isola centrale della Telecom dedicata al sedicesimo decennio, dove i visitatori potranno vedere in anteprima le versioni interattive dei quindici superlibri in versione ebook e votare il loro sedicesimo capolavoro dell'Italia unita. Ieri, durante la visita in anteprima alla mostra che si conferma come l'evento più atteso della ventiquattresima edizione del Salone internazionale del libro, che si apre questa mattina e che nel pomeriggio vedrà l'intervento del ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan, Gian Arturo Ferrari ha spiegato che la scelta dei libri e degli autori non è stata fatta «in base a criteri religiosi». «Non potevamo ha detto Ferrari usare un manuale Cencelli delle varie confessioni. Ciò non significa che abbiamo agito con pregiudizio, come dimostra l'inserimento tra i centocinquanta libri di Varcare la soglia della speranza, che Giovanni Paolo II scrisse con Vittorio Messori. Era il 1994 e per la prima volta un papa non solo sceglieva di scrivere un libro per il grande pubblico, ma anche di affidarlo a un editore laico come Mondadori». Quel che «mi ha colpito facendo questa mostra dice Ferrari è la bellezza e la grande ricchezza di idee prodotte dagli uomini dell'Italia unita Una verità ancora più importante per chi è stato educato, dopo il fascismo, al sospetto verso la cultura nazionale». II decennio più ricco e interessante? «Forse gli anni Cinquanta del Novecento», risponde Ferrari. «Io invece dico gli anni Sessanta» aggiunge Ernesto Ferrero, scrittore e direttore editoriale del Salone. «Nei primi decenni dell'Unità conclude Gian Arturo Ferrari la produzione era minore. Poi son venuti anni di capolavori». Per esempio il 1963 con Fratelli d'Italia di Alberto Arbasino, Libera nos a malo di Luigi Meneghello, Centomila gavette di ghiaccio di Giulio Bedeschi, Rien va di Tommaso Landolfi, Lessico famigliare di Natalia Ginzburg, La scoperta dell'alfabeto di Luigi Malerba. E oggi? «Per gli anni recenti spiega Ferrari la scelta è stata più difficile. Si produce troppo e si pretende di replicare immediatamente il successo di un autore». Inaugurazione La XXIV edizione del Salone internazionale del libro di Torino sarà inaugurata oggi. alle 10.30 (all'Ovai), dal ministro per i Beni e le Attività culturali, Giancarlo Galan. La Russia, Paese ospite, sarà rappresentata da Alexander Zharov (viceministro per le Telecomunicazioni e i mass media della Federazione Russa) e da Vladimir Grigoryev (vicedirettore dell'Agenzia perla Stampa e le Comunicazioni di massa). Il Salone rimarrà aperto fino a lunedì 16 maggio negli spazi del Lingotto (info: www.salonelibro.it) Lombardia assenza ingiustificata Rolando Picchioni, il presidente del Salone, che per primo ha avuto l'idea di realizzare una mostra sull'Italia dei libri e che ha scelto Gian Arturo Ferrari come direttore scientifico e l'architetto Massimo Venegoni come direttore artistico, è davvero soddisfatto della sua creatura. E' stata una sfida difficile dice non soltanto per il reperimento dei fondi (il costo sfiora i 700 milioni di euro), ma non sarà una realizzazione effimera. Alla fine del Salone la mostra sarà ospitata nelle biblioteche nazionali, da Torino a Milano a Palermo, passando per Bari, e con ogni probabilità diventerà permanente in una nuova sede del Centro per il libro che sarà realizzata forse a Moncalieri». L'entusiasmo di Picchioni è venato però dall'amarezza di non essere riuscito ad avere per l'edizione del centocinquantenario tutte le regioni italiane ospiti al Salone. «Solo sedici delle venti regioni italiane dice hanno accettato di partecipare. In particolare sono dispiaciuto per il rifiuto del Lazio e soprattutto per quello della Lombardia». D.M.
Torino, Salone del Libro. Fratelli d'Italia, il catalogo è questo
Il Salone di Torino, ventiquattresima edizione, apre oggi con il ministro Giancarlo Galan. La mostra, ideata da Rolando Picchioni, è dedicata all'Italia dei libri e racconta un secolo e mezzo di storia nazionale attraverso scrittori, editori, tipografi, filosofi, storici, scienziati. Il percorso si conclude sull'isola centrale della Telecom dedicata al sedicesimo decennio, dove i visitatori potranno vedere in anteprima le versioni interattive dei quindici superlibri in versione ebook e votare il loro sedicesimo capolavoro dell'Italia unita. La mostra è stata realizzata con un budget di 700 milioni di euro.
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