Tra il 9 e l'11 gennaio 1693 un terribile terremoto colpì la zona sud-orientale della Sicilia: sessantamila le vittime e moltissimi i centri rasi al suolo tra cui la città di Noto. La ricostruzione non si fece attendere, grazie alla nobiltà e ai potenti ordini monastici che si lanciarono in una gara senza precedenti, all'insegna di quel barocco che in Sicilia aveva già preso piede durante l'epoca dell'amministrazione spagnola. Da questa resurrezione, per volere del duca Giuseppe Lanza di Camastra, la città di Noto acquistò un aspetto totalmente diverso, diventando uno dei più preziosi gioielli barocchi della Sicilia. Noto (oggi dichiarata «Patrimonio dell'Umanità» dall'Unesco) è conosciuta nel mondo per lo straordinario impianto barocco, assolutamente omogeneo ed unitario a causa dell'unità di spazio e di tempo nel quale avvenne la costruzione della nuova città dopo il sisma. La Chiesa di San Francesco, opera di Vincenzo Sinatra, il Monastero delle Benedettine e l'annessa Chiesa di Santa Chiara, a pianta ellittica, opera di Rosario Gagliardi, introducono alla piazza centrale della città, un autentico gioiello barocco sul quale si allarga la scalinata che porta alla scenografica facciata del Duomo, ricostruito e restituito alla fruizioni dei turisti. Di fronte al Duomo si trova il Palazzo Ducezio (sede del Municipio), accanto il Palazzo Landolina ed il Palazzo vescovile, mentre la piazza è chiusa alla fine dall'imponente facciata di San Domenico, ancora del Gagliardi. Da ammirare per ricchezza e preziosismi decorativi alcuni palazzi nobiliari dalle imponenti facciate: i più belli sono in prossimità del Duomo e ne fanno quasi cornice, tra questi Palazzo Sant'Alfano, Palazzo Nicolaci di Villadorata, Palazzo Trigona e Palazzo Astuto. Nella parte alta della città si trova la Chiesa del Crocifisso, altra opera del Gagliardi, al cui interno si ammira la splendida «Madonna della Neve», opera di Francesco Laurana. Nei dintorni, a 10 km dalla Noto moderna, si trova Noto antica, centro siculo poi ellenizzato, ricchissimo in epoca romana e ancora fiorente nel medioevo. Vale la pena di fare una passeggiata tra i ruderi, affascinanti perché ormai avvolti nel folto di una vegetazione che li ha inghiottiti quasi del tutto. Notevole importanza riveste inoltre l'area archeologica di Eloro: un altro gioiello da non perdere. 12052011