Tesori lariani - Il 20 maggio in Biblioteca appello per il salvataggio con un convegno dell'Archeologica Como si appresta ancora una volta a correre al capezzale di un malato eccellente quanto dimenticato, il complesso di San Lazzaro in zona piazza San Rocco. Se ne parla da decenni, invano: l'area, di proprietà privata, è stata vincolata dalla Soprintendenza ma in attesa di interventi l'incuria ha la meglio sull'antico edificio, che è uno dei più antichi monumenti di Como. L'ultima segnalazione di danni rilevanti risalirebbe a un mese fa. Il complesso medievale è costituito da una chiesa e dai resti di un convento e di un ospedale. Ma ne resta sempre meno, al civico 5 dell'attuale via Rimoldi, sull'antica via Regina. Da anni ormai la Società Archeologica Comense, anche con l'associazione Iubilantes, si è attivata per un recupero, ma l'intero edificio continua a versare in condizioni di grave degrado. Ora si è in attesa che una causa civile possa chiarire definitivamente quale interlocutore privato, come proprietario, possa dialogare con il Comune per il salvataggio: il vincolo della Soprintendenza impone la salvaguardia, ma più problematico è parlare di recupero. San Lazzaro torna d'attualità con un incontro dell'Archeologica nella Biblioteca di piazzetta Lucati, a Como, il 20 maggio alle 21. Ne discuteranno Alberto Artioli, soprintendente ai beni architettonici, Stefano Della Torre, docente al Politecnico di Milano, e Cesare Piovan, ex presidente dell'Archeologica. L'antica associazione di piazza Medaglie d'Oro che organizza l'evento vede la conferenza come l'ultimo appello alla città per salvare il complesso e infatti sta raccogliendo un ampio dossier di documenti e articoli di stampa sulla vicenda. Il deterioramento riguarda sia la struttura muraria, sia gli affreschi della volta nella zona presbiteriale e l'Annunciazione nell'arco trionfale, oggi nel sottotetto. Il prezioso ciclo trecentesco è notevolmente danneggiato dall'umidità. La chiesa romanica, risalente al XII secolo, è importante perché è l'unico edificio sacro della provincia di Como a una sola navata, ma a due piani, collegati da un doppio scalone. La chiesa, oggi sconsacrata, apparteneva all'antico ospedale-ospizio di San Lazzaro, fondato nel '300. In origine, l'ospedale era legato al controllo delle epidemie di peste. Celebre doveva essere la danza macabra, posta su uno dei muri laterali quale monito ai viandanti; ma oggi dell'originale del XV secolo non resta che una riproduzione ottocentesca. L'agonia iniziò nel 2003, con il crollo del tetto. Da allora si iniziò a parlare di una acquisizione da parte del Comune di Como, in quanto l'edificio è di proprietà privata. Nel frattempo, la Soprintendenza intervenne d'urgenza con una copertura provvisoria, per un importo di 22.450 euro. Ma le abbondanti nevicate di inizio 2006 peggiorarono lo stato di conservazione. San Lazzaro, su cui Como ha perso un finanziamento ministeriale di 60mila euro che erano stati garantiti dalla Soprintendenza, mai spesi perché non si è potuto procedere all'acquisizione da parte di un ente pubblico, è da tempo nel cuore del professor Della Torre: «È stato il tema della mia esercitazione dell'esame di Restauro al Politecnico di Milano, negli anni Settanta: un pezzo del mio cuore. E quasi dieci anni fa ho seguito una tesi sullo stesso complesso, nel tentativo di ripercorrerne le vicende costruttive. La situazione era già abbastanza comatosa allora e credo che sia peggiorata ulteriormente nonostante il vincolo e le cure urgenti. La volta del '500 ha preso un sacco di acqua, sta su per grazia di Dio. Inoltre il complesso ha un forte valore urbanistico dato che era posto all'ingresso della città. Faceva parte della cintura sanitaria per ospitare lebbrosi e appestati e il suo corrispettivo era l'ospedale di San Martino, a Oriente».
COMO - Al capezzale di San Lazzaro
Il complesso di San Lazzaro a Como è in stato di grave degrado. La chiesa romanica, risalente al XII secolo, è stata danneggiata dall'umidità e gli affreschi della volta sono notevolmente danneggiati. La struttura muraria è anche in cattivo stato. La Società Archeologica Comense e l'associazione Iubilantes si sono attivate per un recupero, ma l'intero edificio continua a essere in condizioni di grave degrado. La Soprintendenza ha intervento d'urgenza con una copertura provvisoria, ma la situazione è peggiorata. Il Comune di Como ha espresso interesse a acquisire l'edificio, ma la procedura è ancora in corso.
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