Terracina La scoperta non porta alla realizzazione del sito «antico» TERRACINA Il caso del parco pubblico Montuno. Prima si scava per realizzare un parcheggio interrato. Poi, al ritrovamento di resti antichi, si decide di farne un parco archeologico. Infine, si sceglie di ricoprire tutto, seppellendo il progetto del parking come quello del sito archeo. Davvero schizofrenico il comportamento dell'amministrazione comunale. La vicenda è indicatrice di un pressapochismo nella politica di salvaguardia dello straordinario patrimonio archeologico posseduto dalla città. Cominciata male, è finita ancora peggio, come tende a sottolineare Piercarlo Innico, archeologo collaboratore della Sovrintendenza. «Sconcerta la sua conclusione che prevede il repentino reinterro dell'area. Questo provvedimento - afferma Innico - non tiene conto, per così dire, dello stato dei luoghi, in quanto condizionato probabilmente dalla pressione esercitata da una sistematica campagna di stampa, che si innesta in un clima pre elettorale che non pone il problema su un piano oggettivo ma lo colloca nell'ambito della strumentalizzazione. I saggi archeologici svolti nell'area hanno evidenziato una muratura di epoca imperiale. Il ritrovamento sembra confermare l'ipotesi della presenza di strutture sepolte al di sotto della collina. A questo punto della situazione, tenendo conto anche di un precedente atto di giunta che voleva la realizzazione di un parco archeologico nell'area e tenendo conto del fatto che gran parte dei lavori di movimento terra (legittimi o illegittimi che siano) è comunque stato realizzato, sembrerebbe non solo opportuno, ma anche logico, magari per ammortizzare le spese, accertare la natura delle evidenze archeologiche rinvenute che certamente potrebbero riservare interessanti sorprese da un punto di vista scientifico e potrebbero fornire le condizioni ed i presupposti per la pianificazione di un parco archeologico naturalistico. Quindi un eventuale immediato ritombamento si trasformerebbe senza dubbio in una vittoria politica per coloro che hanno avversato la realizzazione dell'opera ma in un ulteriore danno certo per la città». La questione dà adito ad un giudizio per nulla lusinghiero, che abbraccia tutte le amministrazioni cittadine da una ventina d'anni a questa parte: «Bisogna purtroppo fare i conti con la cronica incapacità organizzativa nella gestione del patrimonio che trasforma ogni ritrovamento in una discarica a cielo aperto. Questa vistosa lacuna organizzativa è stata causa di numerosi "incidenti" di percorso, tra cui quello del Montuno è solo l'ultimo in ordine di tempo».
TERRACINA - Parcheggio o area archeologica? A Parco Montuono si copre tutto
La vicenda del parco pubblico Montuno a Terracina è un esempio di come la scoperta di resti antichi possa portare a una realizzazione del sito archeologico, ma poi essere ricoperto e sepolto. L'amministrazione comunale ha iniziato male, decidendo di scavare per realizzare un parcheggio interrato, ma poi ha deciso di farne un parco archeologico. Infine, si è scelto di ricoprire tutto e seppellire il progetto del parcheggio. L'archeologo Piercarlo Innico afferma che questo comportamento è schizofrenico e che la decisione di riprendere l'area è condizionata dalla pressione della stampa e dalle elezioni.
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