Era stata proprio Italia Nostra a sollevare perplessità asserendo che l'altezza "fuori terra" del grande stabile in cemento non rispecchierebbe per circa un metro il progetto approvato per l'area tutelata. Chi ha ragione e chi no? Importante sarà saperlo poiché il progetto milionario, assegnato dopo una gara a costruttori privati e coop di edilizia, per l'amministrazione risolverà i problemi di parcheggio in centro con i suoi 1720 posti auto a pagamento. «Apprendiamo dalla zoppicante nota - scrive Italia Nostra - della Direzione regionale dei beni culturali che "a seguito del ritrovamento sull'area interessata di reperti archeologici e di modifiche ai cavedi di aerazione si è reso necessario costituire un gruppo di lavoro composto dalla Direzione regionale, dalla soprintendenza, dal Comune e da Modena Parcheggi per elaborare una variante in corso d'opera". É francamente misteriosa la relazione che intercorre tra i ritrovamenti archeologici e i cavedi che attengono la sicurezza delle infrastrutture e sono elementi essenziali dell'opera, progettati secondo le vincolanti prescrizioni dei vigili del fuoco. Se le parole della Direzione generale hanno un senso il gruppo di lavoro «L'ok alla sopraelevazione del Novi Park l'ha dato la soprintendenza? Non è vero». È questa in sintesi l'opinione dell'associazione nazionale di tutela Italia Nostra che contesta al Comune e alla società costruttrice Modena Parcheggi i lavori in corso all'ex ippodromo. La Direzione regionale del ministero per i Beni culturali nei giorni scorsi ha dato il via libera al proseguimento del parcheggio sotterraneo in costruzione al Novi Park ritenendo regolare il dislivello che si è venuto a creare. si è costituito a modifiche dei cavedi avvenute, dunque la conclusiva autorizzazione è postuma, a cose fatte. Del tutto inedita è poi la formula di una diretta partecipazione delle istituzioni della tutela alla progettazione dell'opera soggetta alla loro autorizzazione. É un singolare modello di tutela negoziata che non si individua nel vincolante Codice dei Beni culturali (diverso dalla Conferenza dei servizi). E poi l'assoluta novità: una approvata variante progettuale in corso d'opera di cui nessuno aveva parlato. L'assessore all'urbanistica Sitta che anzi aveva lasciato intendere che quella sopraelevazione era così prevista sin dall'origine; né la soprintendente Grifoni, che parlava di multa o reintegrazione. Dunque da quel gruppo di lavoro la Soprintendenza sarà stata esclusa? La Direzione regionale assicura la preventiva autorizzazione alla variante che la soprintendente deve avere firmato senza accorgersene. Italia Nostra è curiosa di leggere l'autorizzazione alla variante che se data prima della predisposizione della struttura di appoggio nello scavo non può che risalire almeno all'estate 2010».