TRIESTE. Il Porto Vecchio di Trieste diventa un caso nazionale: il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan darà vita a un tavolo ministeriale per coordinare il riuso dell'area da 65 ettari per cui una cordata capitanata da Rizzani de Eccher e Maltauro ha ottenuto la concessione ne12010. Il Porto Vecchio, l'ex sito emporiale dell'impero Austroungarico, è inutilizzato da anni. Dopo un lungo iter procedurale l'Autorità portuale ha affidato le concessioni, ma dalla Sovrintendenza si sono alzati nuovi dubbi sui vincoli architettonici. Anche per questo, a cinque giorni dal voto, il Pdl ha puntato la carta del ministro per garantire l'impegno. «Non conoscevo questa parte di Trieste ha spiegato ieri Galan, in città a sostegno di Roberto Antonione e sono rimasto esterrefatto. E' una cosa così grande, così imponente, che credo meriti un tavolo nazionale per discutere di cosa fare, come farlo e quindi anche superare i vincoli». Galan ha anche confermato che il magazzino 26 del Porto Vecchio ospiterà l'estensione del Padiglione Italia della Biennale. La società che si è aggiudicata la concessione, Portocittà, è formata da due grandi costruttori e due grandi banche. Dopo anni di rinvii l'enorme area potrà rivivere, nuovamente aperta alla città, con un ambizioso progetto di urbanizzazione da realizzare in circa 10 anni, che prevede un investimento complessivo intorno al miliardo di euro. I soci guardano al mercato, ai grandi player del turismo e della nautica che vorranno credere nel progetto, per creare un polo di riferimento per l'Adriatico e la vicina Europa centrale.
Trieste. Galan punta su Porto Vecchio: interessati al Piano De Eccher
Il Porto Vecchio di Trieste diventa un caso nazionale grazie alla concessione di un'area di 65 ettari per il riuso. Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha creato un tavolo ministeriale per coordinare il progetto. La società Portocittà, formata da costruttori e banche, ha ottenuto la concessione e prevede un investimento di circa un miliardo di euro per un progetto di urbanizzazione che prevede la creazione di un polo di riferimento per l'Adriatico e l'Europa centrale. La Sovrintendenza ha sollevato dubbi sui vincoli architettonici, ma il ministro ha garantito l'impegno per il progetto.
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