Il critico organizza l'evento al Magazzino 26: «Aprire così l'antico scalo sarà un modo non provinciale di agire» Dire che grazie a Trieste hanno fatto pace è parola grossa, ma certo il Porto vecchio ha creato ieri un trait-d'union tra il ministro dei Beni culturali Gianfranco Galan e il critico Vittorio Sgarbi, dopo i burrascosi trascorsi. Durante la visita del ministro si è parlato molto di lei, Sgarbi, dei vincoli che ha fatto imporre ai vecchi magazzini, della mostra al "26". Mi fa molto piacere, è la prima uscita che condivido di Galan. Prima aveva detto che non capiva che cosa fosse questa Biennale a Trieste, ma non sapeva. Nonostante i nostri noti rapporti, poi ci siamo parlati, gli ho spiegato delle mostre in tutte le regioni per i 150 anni d'Italia, e dunque è venuto a Trieste "imparato". Lei si ascrive il merito dei vincoli? Nonostante le mie vicende con Galan, il vincolo è un'azione prestigiosa che ha fatto il ministero dei Beni culturali. C'era allora a Trieste l'architetto Stefano Boeri, che voleva buttare giù tutto, e costruire grattacieli: Boeri, uno della sinistra. Questo voleva fare la sinistra in Porto vecchio. E io l'ho fermato. E ora torna da vincitore. Ma no, ci avevano proposto anche altre sedi, le Scuderie di Miramare, il Salone degli incanti. Ma a me è sembrato che sia per l'affinità con l'Arsenale di Venezia dove ha sede il Padiglione Italia, e sia per dare senso a questi vincoli, Porto vecchio fosse la sede migliore. Così lo si apre, lo si fa vedere e conoscere. Galan è entusiasta. Sono compiaciuto con Galan. Ma si dimostra solo coerente con le posizioni del ministero. Dice però che i tempi per fare la mostra sono strettissimi, non sembra anche a lei? Ho spostato l'inaugurazione delle mostre regionali alla metà di giugno o subito dopo. Perché sarà molto complicato allestire il Padiglione Italia. Prima aprirà Roma, poi la mostra sul Brenta, Trieste potrebbe cadere verso il 20-22 giugno, dunque guadagniamo tempo. Verrà all'inaugurazione? Certo, andrò a tutte. Sarà un bel movimento, anche due regioni in un giorno. Ma siccome il mio programma Rai finisce il 15, avrò più possibilità. E la ricerca degli artisti? Puntiamo ad averne un'ottantina, ora sono poco più di 40, ma mancano i fotografi scelti da Zannier. Però c'è ancora tempo, l'allestimento potrebbe cominciare tra il 7 e il 10 giugno, è sufficiente. Insomma, lei dice, sarà un successo. Ma aprire Porto vecchio con una mostra che fa parte della Biennale internazionale di Venezia è un modo non provinciale di agire a Trieste. Se si allestisse una mostra in proprio sarebbe sempre una mostra "di Trieste". E poi avviene per i 150 anni d'Italia. E costa poco. Poco? Gli allestitori hanno calcolato 350 mila euro. Be', ma gli architetti fanno sempre i conti un po' alla grande. Abbiamo realizzato allestimenti anche con la metà. In certe sedi anche con 60-70 mila euro. Sa come diceva Marziale, se chiedi poco, avrai niente, dunque chiedi tanto, e avrai qualcosa.
Trieste. Sgarbi: 80 artisti. Allestimento al via dal 10 giugno
Il critico Vittorio Sgarbi ha parlato con il ministro dei Beni culturali Gianfranco Galan durante la sua visita a Trieste. Sgarbi ha spiegato ai suoi vicini di Galan che la mostra al Magazzino 26 è stata possibile grazie ai vincoli imposti dal ministero. Galan ha espresso la sua entusiasmo per l'evento e ha detto che i tempi per allestire la mostra sono strettissimi. Sgarbi ha spiegato che la mostra sarà aperta al pubblico e che ci saranno artisti provenienti da diverse regioni. Il costo della mostra è stato calcolato a 350 mila euro, ma Sgarbi ha detto che gli allestitori hanno realizzato allestimenti anche con meno denaro.
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