Atmosfera infuocata e sguardi tesi ma anche tanta voglia di combattere e non cedere di un solo passo all'assemblea convocata dalle Rsa della Ales -Arte Lavoro e Servizi S.p.A., la società mista operante nella progettazione e nella gestione delle attività del settore dei beni culturali, indetta ieri mattina presso l'hotel Terminus; sul tavolo l'imminente avvio delle procedure di licenziamento por i circa 500 dipendenti campani, in vista della scadenza dei 60 mesi di affidamento contrattuale previsto all'indomani della costituzione della società, nata nel 2000 per volontà e iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (30) unitamente a Italia Lavoro S.p.A. (70), con il duplice obiettivo della realizzazione di un inedito multiservice, destinato al settore dell'arte e della cultura e la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili. «La situazione è esplosiva - dichiara il coordinatore della Triplice Giuseppe Pinto - anche se il Governo sembra intenzionato a concedere una proroga ai progetti, il futuro dei nostri lavoratori sembra essere già stato segnato: consegnandoci alla lotteria delle cosiddette "gare d'appalto", le cui sorti in Campania sono a tutti tristemente note, di fatto, di qui a pochi mesi si decreterà la scomparsa della società». La spietata concorrenza delle società private escluderebbe infatti sistematicamente la Ales, privandola di commesse e condannandola in breve tempo al fallimento. «A ciò va aggiunto il disinteresse di Italia Lavoro - prosegue Pinto - la situazione assume invece contorni paradossali se si pensa che il Ministero per i Beni Culturali ha costituito a sua volta un nuovo strumento di intervento a sostegno dei beni culturali, la società Arcus S.p.A., creata per promuovere lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo che ben potrebbe diventare la cornice ideale per la Ales». Oltre a creare disoccupazione, il pericolo concreto è infatti anche quello di vanificare gli sforzi formativi e professionali dei dipendenti, in una città dove il settore storico-artistico e culturale, pur se utilizzato al di sotto delle reali potenzialità, rappresenta una delle poche note positive, in un panorama produttivo complessivamente sconfortante: «Ci rivolgiamo alle autorità competenti, in particolar modo all'assessore Di Lello, affinché invii, a noi, ma a tutta la città, un segnale forte di risposta».