Se prendessimo una pianta di Firenze e segnassimo in rosso tutti i cantieri di scavo e di restauro attualmente aperti, probabilmente ci troveremmo di fronte a una cartina con...il morbillo. Alcuni di questi luoghi celano delle vere e proprie sorprese ar-cheologiche. É il caso degli ambienti sotto il Salone della Biblioteca Magliabechiana (dietro gli Uffizi) e della ex-chiesa di Sant'Apollonia, compresa tra via San Gallo e via Santa Reparata. In previsione dell'avvio dei lavori per i Grandi Uffizi, gli ambienti sotto la Magliabechiana (tra l'altro comprendenti anche la vecchia sede della Filarmonica Gioacchino Rossini) sono al momento oggetto di lavori di scavo che, per conto della Soprintendenza Archeologica della Toscana, sono seguiti dal professor Riccardo Francovich che insegna all'Università di Siena. «Abbiamo iniziato a togliere un pavimento degli anni 70 - ha spiegato - ed è emersa una pavimentazione settecentesca e l'articolazione della struttura legata all'assetto dell'edificio. Nell'ambito di questo intervento organico, togliamo la sedimentazione dei secoli cercando di capire quali interventi sono stati operati nel medioevo e poi nel '500. Ma senza un obiettivo di ricerca preciso, da realizzare tuttavia senza danneggiare il deposito archeologico che testimonia le fasi storiche di trasformazione su un'ampia superficie. Si tratta di circa 300 metri quadrati - ha proseguito Francovich - ed è la prima volta che si effettua un intervento di trasformazione rispettoso delle preesistenze. Cioè se cancelleremo ciò che preesisteva, lo faremo solo dopo averlo ben documentato e studiato anche con apparecchiature tecnologicamente molto avanzate». In particolare, ha riferito l'archeologo, sarà utilizzato lo «scanner tridimensionale, strumento adatto a rilevare le tre dimensioni di un oggetto con milioni di punti. Un modo ultramoderno di indagare la realtà. U lavoro sta procedendo con molta lentezza - ha aggiunto - senza alcuna azione traumatica e finché ci saranno soldi scaveremo. Se andremo avanti, troveremo tutte !e fasi medievali già trovate in piazza Castellani, importanti ai fini della storia della città. In particolare, il pavimento del XVIII secolo sarà rimosso dopo la sua registrazione e numerazione, ma poi lo scavo sarà riempito di materiale inerte, aderente al progetto dei Grandi Uffizi che prevede la costruzione di un livello di pavimentazione di poco superiore dove troveranno spazio dei laboratori». La seconda sorpresa, forse anche più eclatante di quelle evidenziate sotto al Magliabechiano, arriva dalla navata della ex chiesa di Sant'Apollonia. Si tratta di quella annessa al convento di via San Gallo, dove c'è il chiostro tuttora occupato dall'Università. In seguito a dei lavori di ristrutturazione dell'edificio, come spesso accade, sono emersi i primi reperti. Intervenuta la Soprintendenza diretta da Angelo Bottini, dagli scavi che vanno avanti da più di un anno sono tornate alla luce sepolture che dall'epoca moderna giungono sino all'epoca romana. Insomma alla base di questi veri e propri «strati temporali» costituiti da deposizioni successive, si trova una vera e propria necropoli romana risalente all'epoca imperiale. Anche in questo caso, verrà da chiedersi se i reperti saranno lasciati visibili oppure ricoperti da materiale inerte, pronti per essere nuovamente «indagati» dalle generazioni future. Certo è che non capita tutti i giorni di imbattersi in un tombe dell'antica Florentia, che scateneranno l'interesse, oltre che dei turisti, anche degli studiosi.