Lultima rivoluzione di Renzi. Ma il sogno è la cancellata stile Central Park La rivoluzione del sindaco: a giugno il piano, poi il parere della soprintendenza Cancelli e niente macchine Cascine stile Central Park Dopo Pitti, via le auto dalle Cascine. Non ancora messa a punto la complicata pedonalizzazione di piazza Pitti e via Tornabuoni, il sindaco Renzi già guarda al parco: intenderebbe levare le auto, o almeno alleggerire pesantemente il traffico, anche nelle strade che percorrono il polmone verde di 80 ettari. Renzi punterebbe a chiudere anche la prima parte, quella a cui si accede da piazza Vittorio Veneto. Obiettivo finale di lungo periodo quello di recintarlo del tutto o almeno in larga parte per farne il Central Park di Firenze. Operazione Cascine. Non ancora messa a punto la complicatissima pedonalizzazione di piazza Pitti e via Tornabuoni il sindaco Renzi già guarda al parco più grande della città: intenderebbe levare le auto, o almeno alleggerire pesantemente il traffico, anche nelle strade che percorrono il polmone verde di 80 ettari incastrato tra lArno, la vecchia stazione Leopolda e il Ponte allIndiano. In parte il parco è già pedonale ma Renzi punterebbe a chiudere anche la prima parte, quella a cui si accede da piazza Vittorio Veneto, in modo da rendere meno caotico il «corridoio» daccesso al futuro parco della Musica, il gigante già in costruzione dietro la stazione Leopolda, dove a fine anno si terrà il concerto inaugurale diretto da Zubin Mehta. Il piano è ancora top secret e tuttora in fase di elaborazione e non si sa quali sono le direttrici che diventeranno off limits per i motori. Non per i bus, che insieme alla tramvia (e alle bici) rimarrebbero il mezzo di trasporto per il parco su cui Renzi ha scommesso la sua ri-candidatura a sindaco: «Se non rimetto a posto le Cascine non mi ripresento», ripete sempre. Non solo però: nel «superpiano-Cascine» - un masterplan su cui Renzi ha tenuto decine di riunioni e che intende presentare il prossimo 5 giugno - sarebbe contenuta anche unaltra idea: quella di recintare del tutto o almeno in larga parte il parco con una cancellata. In modo tale da ridare unanima allenorme distesa di prato, bosco e siepi invasa di notte dalle prostitute e di giorno, soprattutto nei fine settimana, da picnic e bivacchi. Loperazione sarebbe lunga e difficile: dovrebbe avere lok della Soprintendenza essendo il parco un bene monumentale tutelato. E soprattutto costerebbe parecchio. Tanto da avere per ora frenato, anche se non certo spazzato via, il progetto. Le cancellate però, nellidea di Renzi, sarebbero solo il primo passo per fare delle Cascine - oggi un parco senza continuità e coi marciapiedi dissestati - il «Central Park» fiorentino. Anche il polmone verde newyorkese è recintato da un muro e ha dei cancelli daccesso. Ma a renderlo un «gioiello» visitato da 35 milioni di persone lanno sono la pulizia (ogni giorno 100 operai puliscono gli oltre 300 ettari) e la gestione affidata ad un soggetto unico con capitali privati. Ad occuparsi delle Cascine sono invece sei diversi uffici comunali e per gli 80 ettari (10 mila alberi, 30 chilometri di siepi, 40 ettari di bosco e altrettanti di prati) si spendono appena 700mila euro lanno di manutenzione. Ottanta centesimi al metro quadro quando se ne spendono 3 euro al metro quadro nei parchi parigini e la Soprintendenza ne spende 10 al metro quadro per il giardino di villa La Petraia a Castello.