SIENA Sarà completamente sostituito il manto di copertura in piombo delle due navate de duomo Siena per il grave state di deterioramento della superfìcie esterna del materiale. «L'escursione termica, la corrosione, l'ossidazione hanno provocato un importante degrado e una serie di rotture sulla copertura del Duomo, soprattutto in corrispondenza delle costolature e delle bullonature Quest'ultime non hanno mantenuto l'impermeabilità del contatto con il piombo e sono divenute esse stesse dei veicoli al passaggio dell'acqua». Non poteva essere più chiaro e preciso l'avvertimento dell'architetto Roberto Fineschi, che ieri ha presentato le linee essenziali di questo progetto di restauro della antica cattedrale senese la cui realizzazione iniziò a partire da 1257 grazie laici aiutati da monaci cistercensi di San Galgano. Un progetto che fa parte di un programma più ampio di interventi, come ha annunciato Mario Lorenzoni, rettore dell'Opera metropolitana del Duomo, l'ente che gestisce l'intero complesso. Duomo che lo scorso secolo fu "trascurato", «per gli scarsi fondi a disposizione che non consentirono rilevanti interventi di restauro e di manutenzione straordinaria». E sul Duomo non si lavora in profondità da addirittura 115 anni. L'intervento riguarderà - infatti - la struttura della copertura che, distrutta da un incendio nell'ottobre del 1890, fu restaurata dall'architetto senese Giuseppe Pattini. Da allora non ha subito più nessuno intervento, ma il restauro venturo è inevitabile. I lavori per il restauro delle coperture in piombo devono essere fatti il più rapidamente possibile per evitare che le infiltrazioni d'acqua possano provocare danni più gravi anche alla statica dell'edifìcio. «Dopo cento anni di pausa - sottolinea l'in-gegner Rodolfo Casini - si vuole intervenire di nuovo per un miglioramento statico complessivo cogliendo l'occasione della sostituzione, che è indispensabile, del manto di piombo». I tecnici nel progettare la copertura nuova hanno analizzato i lavori fatti oltre cento anni fa dallo stesso Partini e i problemi che le soluzioni scelte allora hanno provocato nel tempo. A partire da quelli originati dalle forti escursioni termiche che dai più settanta gradi in estate ai meno venti in inverno. «Una differenza di temperatura - spiega Fineschi - che si è tradotta in aumenti longitudinali della lunghezza, che il sistema di fissaggio tramite bulloni ha impedito e il piombo non potendosi più dilatare liberamente ha forzato sulle parti resistenti determinando negli anni la rottura del manto e la sconnessione delle bullonature». Per evitare questa situazione si è pensato a soluzioni tecniche che permettessero la libera dilatazione delle lastre di piombo con un processo di fissaggio solo tramite la cosiddetta "aggraffatura" secondo tecniche costruttive utilizzate per le cattedrali gotiche del nord europa. Oltre all'intervento principale ne sono previsti altri di "restauro conservativo" sulle parti vicine e a contatto della copertura, approfittando della installazione dei ponteggi: il ripristino delle murature degradate, la sostituzione di alcuni elementi in pietra, la pulitura e la stuccatura dei contrafforti, la demolizione e il ripristino delle parti intonacate e le verifica delle "tirantature" esterne. I lavori inizieranno dal maggio del prossimo anno dal lato San Giovanni e si concluderanno nel marzo del 2006. Poi si passerà al lato Santa Maria fino al dicembre del 2006. L'ultima fase riguardante la Cupola inizierà a gennaio del 2007 per concludersi a fine anno. Si tratta insomma di un piano globale, articolato e pluriennale di interventi che interesserà anche la facciata, «per la quale la soprintendenza ai Beni architettonici - ha detto il soprintendente Gianni Bulian - sta attivando una gara per il restauro con i fondi dell' 8 per mille». Il costo totale dell'operazione 3 milioni e settecento mila euro con una partecipazione di un milione e 300.000 euro da parte della Fondazione Monte dei Paschi e il resto per impegno dell'Opera del Duomo.