ROMA Anonime palazzine al posto degli antichi lastroni romani. E quello che rischia di succedere a via Vitorchiano, nella Capitale, al tracciato della vecchia via Flaminia. Una zona molto importante, dal punto di vista archeologico, dove è stato rinvenuto anche il mausoleo di Marco Nonio Macrino, proconsole d'Asia sotto l'imperatore Marco Aurelio, nel II secolo dopo Cristo. Personaggio scambiato per il celebre «Gladiatore» interpretato al cinema da Russell Crowe. Il sepolcro è in pezzi, ma potrebbe essere ricostruito perfettamente: 15 metri di altezza per io di larghezza e 18 di lunghezza, tutto in marmo e con la forma di un tempio. Secondo l'archeologa Daniela Rossi, che coordina i lavori di scavo, «il sito di via Flaminia è secondo solo a quello dell'Appia Antica». Questo patrimonio, però, è al centro di un contenzioso. Il gruppo proprietario del lotto, infatti, da tempo ha pensato di edificare lì una serie di palazzine. E così, dal 2008, la Soprintendenza per i Beni archeologici di Roma, ha avviato i sondaggi sul sottosuolo nella convinzione poi rivelatasi fondata di trovare il tracciato della vecchia Flaminia: la strada, in effetti, è stata rinvenuta in condizioni di straordinaria integrità, larga 4 metri e con ai lati la striscia originaria praticamente intatta, realizzata utilizzando antichissime stele funerarie. Tutt'intorno, resti di tombe monumentali e imponenti e tra queste il mausoleo del «Gladiatore». Oggi, per salvare dalle ruspe i ritrovamenti, si è formato un vasto movimento d'opinione che va dal XX Municipio alle associazioni di cittadini e commercianti della zona. Anche perché, nel sogno della candidatura di Roma ai Giochi del 2020, li vicino sorgerebbe il villaggio olimpico. E una passeggiata sull'antica via Flaminia, tra una gara e l'altra, ci starebbe proprio bene.