Ancora uno storico ritrovamento all'interno della chiesa di San Brizio: è di epoca romana SPOLETO - Durante i lavori di rifacimento della vecchia scala interna alla torre campanaria nel monumentale campanile è venuto alla luce un pregevole manufatto di epoca romana di cui vi è traccia nella "Storia del Comune di Spoleto" del Sansi e nel "De Rebus gestis" dello storico spoletino del '500 Severo Minervio. Il ritrovamento si deve alla particolare cura ed attenzione con cui il parroco di San Brizio, don Ernesto Broglioni, ha seguito i lavori degli addetti. Non è la prima volta che don Ernesto si rende emozionato testimone di importanti scoperte nella sua chiesa, la stessa in cui vennero alla luce affreschi quattrocenteschi. Del ritrovamento sono state informate la Curia di Spoleto e la Soprintendenza regionale ai beni archeologici. L'associazione Pro San Brizio ha accolto con grande soddisfazione la notizia come ulteriore conferma che questi reperti testimoniano la ricchezza culturale e storica della frazione, e, in attesa delle attente valutazioni e perizie ritiene doveroso valorizzare e tutelare adeguatamente questo ritrovamento che conferma un inestimabile patrimonio culturale. Così come la chiesa di San Sabino e la chiesa di San Giovanni di Panaria, la chiesa di San Brizio è legata alle affascinanti leggende del primo cristianesimo umbro e spoletino. San Brizio, proveniente dalla Siria, era giunto a Spoleto per predicare il Vangelo; qui venne imprigionato e poi morì. Secondo la tradizione il santo fu sepolto all'interno del sarcofago romano custodito nella cripta. Poiché si diffuse rapidamente la venerazione della tomba, tra il IX ed il X secolo venne costruita una prima chiesa di cui oggi rimane una colonna messa in opera all'interno della cripta. La costruzione attuale risale alla prima metà del XII secolo. Della facciata originaria rimane l'elegante bifora centrale. L'interno è a tre navate suddivise da colonne e pilastri; alcuni sono materiali di riutilizzo provenienti da costruzioni romane. Il presbiterio è diviso dalla navata centrale tramite un imponente arco trionfale. La cripta a quattro navate riprende lo schema delle cripte di San Ponziano e San Gregorio Maggiore a Spoleto.