Giancarlo Galan ha definito il ministero dei Beni culturali «il più bello di tutti». Chissà se sarà ancora di quest'avviso dopo aver letto l'indagine della Corte dei Conti «sullo stato di manutenzione dei siti archeologici». Altro che «il più bello», dall' inchiesta della magistratura contabile il Mibac è una "grana": chi mette piede a Via del Collegio Romano si fa male (vedi il caso Bondi). Il richiamo della Corte è chiaro: serve un cambio di rotta e Galan, da capo del Mibac, dovrà «assumere misure autocorrettive». Il più grande patrimonio economico-culturale italiano è quello archeologico. Ma la sua manutenzione ha «diverse criticità». Dal «forte deficit di controllo sull'attività svolta dalle soprintendenze», alla «difficoltà di spesa degli organi periferici», che rappresentano le vere strutture operative del ministero, «con conseguente formazione di giacenze di cassa». Non è tutto. I soldi per salvaguardare i siti archeologici sono pochi e vengono pure spesi male. Manca la trasparenza nei «criteri di selezione delle priorità», nel «rispetto delle procedure di scelta dei contraenti» e nelle «rendicontazioni degli organi periferici». Nessuno invidia Galan, capo del ministero «più bello».
Quante spine per Galan
Giancarlo Galan ha definito il ministero dei Beni culturali il più bello di tutti. Chissà se sarà ancora di quest'avviso dopo aver letto l'indagine della Corte dei Conti sullo stato di manutenzione dei siti archeologici. Altro che il più bello, dall' inchiesta della magistratura contabile il Mibac è una "grana": chi mette piede a Via del Collegio Romano si fa male (vedi il caso Bondi). Il richiamo della Corte è chiaro: serve un cambio di rotta e Galan, da capo del Mibac, dovrà assumere misure autocorrettive. Il più grande patrimonio economico-culturale italiano è quello archeologico. Ma la sua manutenzione ha diverse criticità. Dal forte deficit di controllo sull'attività svolta dalle soprintendenze, alla difficoltà di spesa degli organi periferici, che rappresentano le vere strutture operative del ministero, con conseguente formazione di giacenze di cassa. Non è tutto. I soldi per salvaguardare i siti archeologici sono pochi e vengono pure spesi male. Manca la trasparenza nei criteri di selezione delle priorità, nel rispetto delle procedure di scelta dei contraenti e nelle rendicontazioni degli organi periferici. Nessuno invidia Galan, capo del ministero più bello.
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Bene culturale
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