Duro intervento all'assemblea programmatica. Zeller a Galan: il Duce compete a Tremonti Il segretario Pd attacca l'Svp. Brugger: nodi da sciogliere BOLZANO Il segretario del Pd, Antonio Frena, ha fatto la voce grossa con la Svp nell'assemblea programmatica: «La smetta di inseguire la destra. I prossimi mesi saranno decisivi perché sui temi etnici si gioca il futuro della convivenza». E ha aggiunto: «Abbiamo visto il congresso della Svp. Una battaglia tra fazioni». Cosa vuole il Pd? «Andare oltre lo scontro dei gruppi etnici. I temi etnici sono l'oppio del popolo». Il deputato Svp Brugger replica: «Dopo 40 anni è ora di chiudere i temi etnici, ma per farlo vanno affrontati». L'attacco «Duce in discarica. A chi importa della vetrata? I violenti non si giustificano». Zeller a Galan: competenza di Tremonti Frena: «L'Svp smetta di inseguire la destra» Il segretario del Pd: «I temi etnici sono l'oppio del popolo, parliamo di cose serie» BOLZANO «I prossimi mesi decideranno i prossimi anni». Con un efficace espediente retorico, Antonio Frena ha ripetuto la frase quattro o cinque volte durante il discorso che ieri ha chiuso la conferenza programmatica del Pd. Apparso molto teso, dopo tre ore di parole anche critiche ma largamente concilianti da parte dei gruppi di lavoro, il segretario si è preso la responsabilità di vestire i panni del «poliziotto cattivo», lanciando un avvertimento alla Stella alpina: la smetta di inseguire la destra sui temi etnici. Il concetto di convivenza ora è da superare «per costruire una nuova identità». Che non si fonda su attentati o Mussolini a cavallo. E a proposito della polemica di questi giorni è intervenuto l'onorevole Zeller: «Galan ha spiegato non ha nulla da dire sul bassorilievo. Il ministro ai beni culturali in Alto Adige ha competenza solo sul monumento alla Vittoria e sull'Alpino. Per tutto il resto, la competenza è della Provincia e, poiché il bassorilievo posto sul palazzo degli uffici finanziari non è tutelato, è competente il ministro Tremonti». Parlando davanti all'assemblea, il segretario del Pd non si è fatto prendere dalle emozioni, improvvisando. L'affondo è scritto nero su bianco. «Abbiamo visto tutti ha detto il congresso della Svp. Ci avete capito qualcosa? Un congresso tutto ad uso interno, una battaglia tra fazioni. E non c'è da rallegrasi. Perché se l'Svp è spaccata ne risentiamo tutti. E sufficiente che qualche contadino si renda indipendente dalla linea del partito, che un progetto virtuoso come la cittadella sportiva di Laives finisce con le gambe all'aria, o che qualcuno, come ha fatto Theiner, parli di Europa delle regioni che subito altri lo zittiscano per richiamarsi all'autodeterminazione. Il partito è diviso fra il riformismo degli Arbeitnehmer e il conservatorismo dei settori legati a economia e agricoltura e la rincorsa alla destra tedesca». Poche frasi, poi, per dire cosa vuole il Pd: «Andare oltre. Oltre lo scontro dei gruppi etnici. Il Pd vuole che emerga l'identità comune che ci lega». Anche per colpa del Pdl, secondo Frena la politica vera lascia spazio a quella di pancia, e cioè ai temi etnici. «L'etnia come oppio dei popoli. E allora via con la toponomastica, i resti del fascismo, persino le targhe esplicative sulle tombe dei morti. Come se non fosse chiaro a tutti che Mussolini dovrebbe andare in discarica perché il fascismo è stato una dittatura .... Ma che gliene può importare a chi non arriva a fine mese del vetro smerigliato o acidato che stanno per mettere davanti al duce?». E poi forse arriva la frase più dura «E che gliene può importare a costoro dell'apologia di alcuni fuocherelli bucolici ad uso e consumo di chi vuole giustificare romanticamente un'accozzaglia di attentati terroristici? Aiutatemi a capire: l'identità sta forse in una caserma che esplode o nell'effige di un dittatore che ha terminato i suoi giorni a testa in giù?». Applausi dalla platea - prima incerti, forse per il disorientamento dovuto alla durezza, e poi sempre più convinti. Tra i «giustificatori», per inciso, c'è niente meno che Durnwalder. La «nuova identità» si fonda sul plurilinguismo. «La Svp ha continuato Frena sa bene che questo è il nostro obiettivo. E sa anche, che pur essendoci dimostrati affidabili, non siamo in grado di digerire tutto. E noi proprio non possiamo digerire che si perdano mesi su argomenti come la copertura del monumento e la ricerca di un ... pittogramma. O che si imponga - e qui è il chirurgo a parlare, ndr - un progetto antiscientifico come quello della Medicina alternativa a scapito degli hospice per i malati terminali. Sono prese in giro. Mentre i lavoratori vanno in cassa integrazione il turismo recrimina e gli speculatori costruiscono alberghi a sette stelle». Frena ha rivendicato poi le cose buone di centro e di sinistra fatte dal suo partito (ceto medio, scuola plurilingue, ammortizzatori sociali). «L'Svp sa che è merito nostro. Per cui quando fa dire a Zeller che la sua partnership naturale è il Pdl, noi non abbiamo paura, ci viene da ridere». Detto tutto questo, «il Pd deve candidarsi a un ruolo guida per tutto l'Alto Adige. O lo facciamo noi il futuro o non potrà che essere di disgregazione. Perché noi dobbiamo candidarci ad essere la forza trainante dei riformatori e dei progressisti di tutti i gruppi linguistici, cattolici e non cattolici. Un partito forte, che attrae le alleanze, non le subisce. E ciò significa predispone un terreno comune di lavoro per tutti quei partiti di centro e di sinistra che non vogliono permettere ai piccoli berluscones locali o alle estreme destre di prendere le leve del comando. Un terreno comune anche per forze politiche con prospettive non del tutto congruenti con le nostre. Ma non possiamo scioglierci in un accrocchio di forze d'impostazione territoriale come piacerebbe tanto a qualcuno (a Spagnolli, ndr). Chi crede nell'autonomia si unisca al Pd. Noi possiamo aprirci a candidati di altri partiti, dai Ladins agli Arbeitnehmer. Chi sta con noi sta con il futuro di questa terra».
Bolzano. Temi etnici, oppio dei popoli
Il segretario del Pd, Antonio Frena, ha fatto la voce grossa con la Svp nell'assemblea programmatica, attaccando il partito per la sua politica sui temi etnici. Frena ha affermato che i temi etnici sono "l'oppio del popolo" e che il Pd vuole andare oltre lo scontro dei gruppi etnici per costruire una nuova identità. Ha anche criticato la Svp per la sua politica sulla toponomastica e sull'apologia del fascismo. L'onorevole Zeller ha risposto a Frena, affermando che la competenza per il bassorilievo è del ministro Tremonti e non del Pd.
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