Appello a Napolitano: larticolo 3 è un condono degli abusi Bonelli: è una norma subdola, sottile ma terrificante ROMA - Al quarto giorno di proteste sulla svendita delle spiagge italiane, i Verdi scoprono un altro passaggio delicato inserito nel decreto Tremonti. Si tratterebbe, sostengono gli ambientalisti, di una sanatoria su ciò che è stato costruito sulla battigia. Ristoranti, chioschi fissi, ma anche residence. Il villaggio dei vip a Fregene, mare di Roma, per esempio. E le residenze sul demanio in Sicilia, gli ecomostri cresciuti sulle battigie del paese. «È una norma subdola, sottile, ma terrificante», dice il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. Nellarticolo 3 del decreto sviluppo, che istituisce i distretti turistici, il comma 2 recita: «Le edificazioni esistenti ovvero realizzate successivamente alla data di entrata in vigore del presente articolo, che risultano in violazione delle disposizioni di cui al comma 1, sono senzaltro acquisite di diritto alla proprietà del demanio e abbattute in danno di colui che le ha realizzate». La norma così scritta, sostengono i legali dei Verdi, «in sostanza dice che solo gli immobili realizzati dopo lentrata in vigore della nuova legge saranno abbattuti sanando così quelli realizzati precedentemente». Nella comprensione di un decreto scritto con ampie zone di ambiguità diventa decisivo il termine "ovvero", che in italiano significa due cose: "oppure" e "ossia". Nel primo caso il comma offrirebbe allo Stato maggiori possibilità di abbattimento dellesistente, nel secondo caso, "ossia", il dubbio sulla potenziale sanatoria prende corpo. Visto i precedenti di questo governo, i Verdi hanno deciso di scrivere una memoria a Napolitano in cui si dice: «Il governo ha inteso introdurre surrettiziamente una nuova sanatoria edilizia di carattere straordinario». Al presidente della Repubblica vengono segnalati, poi, altri due passaggi del decreto che, «così formulati», offrirebbero la possibilità di edificare entro i 300 metri dalla battigia saltando il ministero dei Beni culturali e, due, lasciano in regime di superficie anche gli edifici abusivi, «introducendo per la prima volta una sanatoria dei manufatti abusivamente realizzati sul demanio». (c.z.)