POMPEI. Vescovo in San Pietro in Vaticano il 10 gennaio 2004, dal 24 gennaio dello stesso anno è alla guida del santuario mariano. Dall'altare, monsignor Carlo Liberati racconta la sua esperienza al cardinale Sodano: «In questi sette anni trascorsi, insieme al consiglio e al contributo di qualche prezioso collaboratore, ho lavorato come non mai nella mia vita e ho imparato a fare ciò che non sapevo neppure immaginare prima». Sottolinea che «in un meticoloso esame di coscienza» ha scoperto che «la Divina Provvidenza e l'intercessione e la protezione continua della Beata Vergine Maria del S. Rosario ci hanno consentito di realizzare ben 25 nuove opere pubbliche». E poi ribadisce il senso di solitudine che, assicura, ha circondato il suo lavoro: «Eminenza - continua il prelato - nell'indifferenza di tutte le autorità di questa regione, fatta eccezione delle Soprintendenze ai Beni artistici, architettonici, storici, archivistici, culturali, paesaggistici che ci consigliano, ci assistono, vigilano, ci danno le necessarie autorizzazioni e ci guardano con grande simpatia umana e ci incoraggiano, siamo a buon punto con il restauro della basilica. Le ringrazio dal profondo del cuore. La Madonna benedica i Soprintendenti e i loro collaboratori». Il restauro, dunque. L'arcivescovo prosegue spiegando come procedono i lavori, auspicando che presto possa venire a benedirli il Santo Padre: «La Vergine Santissima sorriderà nuovamente anche a lui dal suo trono di gloria», afferma. «Gli angeli di inizio '900 che popolano il tamburo dell'abside saluteranno di nuovo, insieme agli ori fulgenti dei mosaici, ai dipinti dai fantasiosi colori napoletani, agli splendori delle cornici dorate e d'argento, agli archi sorridenti di putti pudichi, alle fantasiose inflorescenze dei verdi e rossi e azzurri vesuviani prorompenti di bellezza e tornati a parlare dell'incanto della vita». Di recente il vescovo aveva ribadito che l'opera, perla quale è previsto un costo complessivo di cinque milioni, sarà completata entro il 2011. «Era da1 1939 aveva raccontato - che questo importante sito del culto mariano non veniva restaurato. Grazie anche ai miei studi di storia dell'arte, fin dal mio insediamento mi sono accorto del degrado: le tessere dei mosaici si stavano progressivamente staccando. I dipinti inoltre erano anneriti per colpa del fumo delle candele e dell'umidità». L'arcivescovo chiese l'intervento dell'allora ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli. «Conoscevo Rutelli da quando era sindaco a Roma - ha detto il prelato - da lui ho ottenuto un primo finanziamento di due milioni di euro, di cui, per ora, ne è stato speso solo uno. Poi ci sono i cinquecentomila euro donato dai fedeli. Sono riuscito a spendere così poco perché ho seguito i lavori passo passo, salendo anche sulle impalcature. Ho detto già al ministro Giancarlo Galan che mi servono altri due milioni».
Pompei, Santuario. Per i lavori servono altri due milioni
Monsignor Carlo Liberati, vescovo di Pompei, ha raccontato al cardinale Sodano la sua esperienza come direttore del santuario mariano di Pompei. In sette anni, ha lavorato con il consiglio e collaboratori per realizzare 25 nuove opere pubbliche grazie alla Divina Provvidenza e all'intercessione della Beata Vergine Maria del S. Rosario. Il vescovo ha sottolineato il senso di solitudine che ha circondato il suo lavoro, ma ha ringraziato i Soprintendenti e i loro collaboratori per il loro supporto. Il restauro della basilica è in corso e il vescovo auspica che il Santo Padre possa benedirla presto.
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