Introna a Termoli tra i manifestanti: a Roma non considerano la volontà dei territori Dalla in concerto il 30 maggio con De Gregori: sono qui da cittadino, per salvare queste isole TERMOLI - «Chi comanda non è disposto a fare distinzioni poetiche, il pensiero come loceano non lo puoi bloccare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare». Comè profondo il mare, hit di Lucio Dalla negli anni 70, era stata profetica. E non a caso il cantautore bolognese ieri mattina ha raggiunto a bordo di un gommone Termoli, in Molise, per dare manforte ai tremila partecipanti alla lotta contro le ricerche di petrolio e le trivellazioni in mare a 26 chilometri dalle "sue" Tremiti, dove trascorre gran parte della vita da oltre 40 anni. Politici, amministratori di Puglia, Molise ed Abruzzo, 17 gonfaloni, 280 associazioni, imprenditori, marittimi, studenti e semplici cittadini: una sinergia bipartisan per manifestare la ferma contrarietà al progetto della Petroceltic Elsa, avallato dal ministro per lambiente Stefania Prestigiacomo. In testa a tutti Onofrio Introna, presidente del consiglio regionale pugliese, che ha annunciato che farà ricorso al Tar insieme con i Comuni delle tre regioni: «Da Roma non cè nessuna considerazione per il federalismo, in spregio delle volontà dei territori e facendo venir meno la leale collaborazione tra enti locali, Regione e governo». «LAdriatico è un semi-lago - ha detto lex sindaco delle Tremiti, Giuseppe Calabrese - e trivellare al suo interno significa fare del male alle coste pugliesi, marchigiane, romagnole, friulane, croate, albanesi, perché i fondali sono bassi e il mare stesso è chiuso. La scelta di Prestigiacomo era e resta scellerata». Chi non è salito sul palco allestito al porto di Termoli, anche se ha preso parte alla manifestazione, è invece il presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, ma anche lattuale commissario del parco del Gargano, Stefano Pecorella. Lucio Dalla ha tenuto banco: ha annunciato che il 30 maggio si esibirà insieme con Francesco de Gregori alle Tremiti per dire la sua sulla vicenda: «Sono qui in veste di cittadino, non di artista - ha detto il cantautore - e non avrei mai pensato di trovarmi davanti a gente che preferisce trivellare piuttosto che salvaguardare questo straordinario paesaggio. Per procedere in questa maniera cè bisogno di una coscienza etica che evidentemente non cè». La protesta si è spostata dal porto al lungomare nord di Termoli, dove è stato inscenato uno spiaggiamento di massa, con i manifestanti, affiancati dal sindaco di Foggia Gianni Mongelli, infilati in grandi sacchi di cellophane nero. Insieme si sono stesi sulla sabbia per far rivivere il vero spiaggiamento di sette capodogli, andati a morire sulle coste del Gargano, a Foce Varano, nel dicembre del 2009, in circostanze misteriose ma, secondo Maria Luisa DIppolito, presidente della delegazione fai di Foggia, «per mani umane e forse anche per le ricerche petrolifere operate a largo delle coste adriatiche». Non hanno certo taciuto i cittadini tremitesi, sempre in prima linea per salvaguardare le isole Diomedee: «Quando arriveranno le barche per le trivellazioni, noi saremo lì con le nostre imbarcazioni a manifestare - hanno detto gli isolani - e combatteremo fino alla fine per il nostro futuro. Il vero petrolio della Puglia è il turismo».