Una seconda lista civica schiera Paolo Viacava, sportivo e ristoratore, nipote del mitico Puny Ci riprova Giorgio DAlia, vincitore nel 2010, rimosso dopo il ricorso di DAlessandro WANDA VALLI In fondo è una storia di famiglia, lelezione del nuovo sindaco di Portofino. Perché in questo borgo, tra i più belli al mondo, quando cè da scegliere da chi farsi governare, sono le famiglie a decidere. Quelle storiche di Portofino che lasciano fuori la politica, ignorano i loro ospiti illustri, e pensano a chi mandare in Comune, buon senso alla mano come arma vincente. Sono poco meno di 400, quelli che domenica 15 e lunedì 16 andranno a votare. Turno unico, basta un voto in più e è fatta. Non andò così nel 2010 quando Giorgio DAlia, sconfisse per quattro voti Roberto DAlessandro, lex top manager che fu presidente dellAutorità portuale di Genova. Che, quella volta, decise di fare ricorso. E lo vinse. Così, dopo sei mesi, arrivò il commissario e Giorgio DAlia e i suoi se ne andarono a casa. Adesso si ricomincia. Due liste civiche, "Portofino Tuttinsieme" che schiera il sindaco per sei mesi, DAlia e "Punta Cajega" guidata da Paolo Viacava, sportivo, ex nazionale di vela, ma anche ristoratore, quarantenne che ha deciso di sparigliare giochi che parevano già fatti. In più una terza lista, di disturbo, dicono da queste parti, "lUnione democratica consumatori" fatta di genovesi, come a dire stranieri, tagliati fuori. La campagna elettorale si gioca sui passa parola, tanto accurati quanto silenziosi, tra sorrisi apparenti e veleni silenti, mentre la piazzetta è più bella che mai, in questi primi giorni di maggio, quando i turisti sono quasi tutti stranieri, moltissimi inglesi, e il fascino di un luogo senza tempo si impone sul resto. Ormeggia silenzioso e cauto le barche "Il Tigre", lex sindaco Giorgio Devoto, il primo a sconfiggere DAlessandro nel 2002, burbero e tenace quanto abile nellazzannare prede da voti. Il Tigre non si fa vedere, è nella lista che sostiene DAlia, tutti sanno che, proprio per la brusca ma efficace capacità di convincere, è luomo da battere. A Portofino, va in scena anche la rivolta dei giovani, o quasi giovani, i quarantenni come Paolo Viacava e lo stesso DAlia, che hanno deciso, chi più chi meno, di ribellarsi al volere degli anziani e provare a imporre la loro idea del borgo. È partito Paolo Viacava, quando pareva che dovesse esserci una sola lista in campo, si è fatto convincere a rompere gli indugi da un gruppo di amici che, come lui, lavorano nel turismo o amano il mare e le regate. Paolo Viacava è socio dello zio Puny nel ristorante omonimo e ne ha uno suo, in piazzetta, ma precisa «in questa storia mio zio non centra niente». Lo zio ristoratore prediletto del premier Berlusconi, in effetti, deve aver capito il messaggio, si muove dal suo locale alla passeggiata, dà uno sguardo e va via senza una parola. Quanto ai problemi da risolvere, è lurbanistica ancora al centro della scena, con la storia dellalbergo con posti auto sotterranei da costruire vicino al parcheggio, che ha suscitato fior fiore di polemiche. Finora è tutto fermo, e nessuno ha voglia di riaprire quel capitolo. Almeno adesso, tempo di campagna elettorale. Paolo Viacava seduto ai tavolini del bar "Morena", racconta le prime riunioni tra amici per decidere il da farsi dopochè DAlessandro aveva fatto capire che per lui era finita. Non voleva più candidarsi. Racconta di come alla fine abbia accettato: «so bene che è una corsa in salita, ma alla fine ho detto sì. E ora me la gioco». Lui pensa al problema dello smaltimento dei rifiuti: «adesso i cassonetti sono laggiù in fondo al molo coperti e basta serve uno stoccaggio refrigerato», pensa a migliorare i servizi alla gente, a partire dalla sanità: «Vorremmo un ambulatorio medico aperto tutti i giorni e con unambulanza a disposizione» e poi «un aiuto per chi deve fare la spesa, per esempio un servizio navetta per portare le persone a Santa Margherita, perché qui manca perfino il macellaio». Cè chi lo accusa di avere alle spalle un altro portofinese doc, lex sindaco Artioli e ancora DAlessandro, Viacava si arrabbia: «Non è vero chi lo dice lo fa solo per prendere voti, noi siamo nuovi e inattaccabili», gli altri almeno un po di mesi in Comune sono rimasti. In lista con lui cè il marinaio di Paolo Fresco, Gianni Cavallaro, come a dire un ponte tra chi è nato qui e chi ha scelto di viverci comunque. Il suo avversario, intanto, passeggia lungo la calata. Giorgio DAlia è il nipote di Nanni Nannicini, un gentleman del borgo ora scomparso, ha una laurea in giurisprudenza e laria mite e gentile. Anche lui parla di rinnovamento: «Due anni fa abbiamo messo insieme un gruppo di giovani, con noi sta lex sindaco Devoto, visto che in quei sei mesi abbiamo lavorato bene, eccoci di nuovo qui». DAlia è convinto sostenitore «del confronto con la cittadinanza, lunica strada per avere soluzioni condivise», e sullalbergo, il parcheggio e il resto rinvia al Puc, il piano urbanistico comunale, da approvare con quella zona che, eventualmente, deve cambiare classificazione. Per il resto, fa campagna elettorale in mezzo alla gente «parlando con tutti e ascoltando i problemi». E poi cè il Tigre che non si fa vedere, ma azzanna. Chissà come finirà.
Portofino sceglie il sindaco ma nel borgo incantato è un vero affare di famiglia
A Portofino, in Italia, si sta svolgendo una elezione comunale. Due liste civiche si sono schierate: "Portofino Tuttinsieme" con il sindaco Giorgio Devoto e "Punta Cajega" con Paolo Viacava, un sportivo e ristoratore. Una terza lista, "Unione democratica consumatori", è stata creata da genovesi che sono stati tagliati fuori. La campagna elettorale si sta svolgendo con passa parola e sorrisi apparenti, mentre la piazzetta è piena di turisti. I due candidati, Viacava e Devoto, hanno presentato le loro liste e stanno facendo campagna elettorale.
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