Querelle su "Visione di Ezechiele" conservato a Palazzo Pitti LEspresso: è un falso, ecco le prove. E gli esperti si dividono Il dipinto a olio su tavola mostra il profeta Ezechiele in estasi davanti a Dio, è conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze, e sarebbe opera di Raffaello. Invece è un falso, secondo le rivelazioni di Tommaso Cerno sullEspresso in edicola ieri. Si tratterebbe di una copia. Lo sostiene uno studioso dellarte, il veneziano Roberto De Feo, di cui lEspresso ricostruisce tutti gli accurati accertamenti che sono giunti a una conclusione drastica: trattasi di patacca. Al professore veneziano si sono drizzate le antenne quando è ricomparsa dal nulla in Italia, nella collezione privata di un appassionato darte ferrarese, unaltra copia della Visione di Ezechiele. E si è messo a indagare sul dipinto, che prima di approdare a Palazzo Pitti era stato esposto nei più importanti musei del mondo, è appartenuto a conti, principi, re. Alla fine delle sue ricerche De Feo è arrivato alla conclusione che anche quella di Firenze sarebbe una copia, dipinta dopo la morte del maestro di Urbino. Un primo punto - secondo De Feo - è che i due quadri sono identici per dimensione, ma quello di Firenze sarebbe su rovere mentre quello ritrovato è su pioppo, legno sempre usato da Raffaello. Lo studio di De Feo smonta poi la teoria secondo cui la Visione di Ezechiele sarebbe finita alla famiglia Medici come regalo di un ambasciatore pontificio. Inoltre, nelle radiografie a cui il dipinto è stato sottoposto - sostiene lo studioso veneziano - non comparirebbero i cosiddetti "pentimenti» a dimostrazione del fatto che sotto la vernice non si vedono i tratti corretti dal pittore, «che mentre dipinge cambia idea e modifica i dettagli» riferisce De Feo. Anni di analisi, ricerche e raffronti, prove su prove di falsità raccolte in un saggio di 60 pagine presto presentato allAccademia dei Lincei dallo studioso Salvatore Settis. A Firenze non ci stanno. «Il Raffaello di Pitti è di Raffaello, è più che documentato» sostiene Antonio Paolucci, ex soprintendente del Polo museale e ora direttore dei Musei Vaticani. Daccordo con Paolucci, anche Alessandro Cecchi, studioso del pittore di Urbino. «De Feo prende una cantonata, anche il nostro dipinto è su legno di pioppo. Lo attestano le analisi dellOpificio delle Pietre Dure che tre anni fa ha sottoposto la tavola a ripetute indagini». Cecilia Frosinini, dellOpificio fiorentino, analisi riflettografiche alla mano, conferma: «Non abbiamo mai avuto alcun dubbio».
FIRENZE - Questa tavola è una copia o è davvero un Raffaello?
Un dipinto intitolato "Visione di Ezechiele" conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze è stato scoperto essere un falso. Secondo uno studioso dell'arte, Roberto De Feo, il dipinto sarebbe una copia di un'opera originale di Raffaello, realizzata su legno di pioppo anziché su rovere come l'originale. Le analisi effettuate dall'Opificio delle Pietre Dure hanno confermato che il dipinto è su legno di pioppo. Un altro studioso, Antonio Paolucci, esprime la sua convinzione che il dipinto sia autentico, ma non ha trovato prove a sostegno della sua tesi.
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