I risultati di 3 anni di ricerche: la "Visione di Ezechiele" di Palazzo Pitti sarebbe falsa. L'originale (forse) in una collezione privata FIRENZE. Potrebbe cadere qualche testa. Se venisse confermata, la storia del falso Raffaello nella galleria Palatina di Palazzo Pitti farebbe tremare il mondo dell'arte.. L'imbarazzo intanto c'è, e molto, per la storia che il settimanale L'Espresso uscito ieri strilla in copertina: "La visione di Ezechiele", capolavoro di Raffaello datato 1518 e conservato a Palazzo Pitti, sarebbe un falso. Il vero dipinto sarebbe in possesso di un misterioso collezionista ferrarese. Tutto è iniziato nel 2008, quando lo storico dell'arte Roberto De Feo si è ritrovato davanti a un dipinto identico a quello esposto a Palazzo Pitti, riemerso dopo secoli nella quadreria privata di un collezionista. Un vero e proprio giallo oggetto di un saggio dello stesso De Feo, 60 pagine già discusse all'Accademia di Raffaello a Urbino e ora in procinto di ottenere il sigillo dell'Accademia dei Lincei, dove verranno discusse nella prossima seduta da Salvatore Settis, ex direttore della Normale di Pisa e del Getty Research Institute di Los Angeles. Un appuntamento importante, che potrebbe dare il crisma dell'ufficialità a questo mistero; l'Espresso intanto racconta come e perché il quadro conservato a Firenze sarebbe un falso, e mostra le prove: la firma riemersa dalla vernice incrostata, rilevabile solo ai raggi X, un monogramma (SRV) che significherebbe Sanctus Raphael Urbinas. E il fatto che la versione del dipinto visto a Ferrara sarebbe su pioppo, il legno preferito da Raffaello, mentre quella di Firenze è su rovere, altro elemento che farebbe pensare che quella custodita a Palazzo Pitti sia una copia, forse realizzata, secondo De Feo, nel 1570 da Lorenzo Sabatini, un pittore che aveva già fatto un'altra copia del quadro. Cauta in attesa degli sviluppi, ma molto scettica sul fatto che il Raffaello di Palazzo Pitti sia una copia, Cristina Acidini, Soprintendente per il polo museale di Firenze: «Non ho visto né il quadro né la relazione di De Feo - dice - che non conosco. Né ad oggi mi è mai stato chiesto un incontro su questa vicenda. Credo comunque che l'ipotesi di De Feo sia molto improbabile. La provenienza dell'opera custodita a Firenze è certa e certificata, seguita nel corso dei secoli passo dopo passo Per quanto ci riguarda, il nostro quadro resta al suo posto ben vengano i visitatori che lo vogliono vedere». Acidini ad oggi direbbe no se le venisse chiesto di mettere a disposizione l'opera per un eventuale confronto: «Non siamo disponibili. Il quadro dov'è lo sanno tutti, chi lo vuol vedere viene qui. E la comunità scientifica ha già tutte le armi per vedere e valutare». Ancora più netto il giudizio del direttore della Galleria Palatina, Alessandro Cecchi: «A Palazzo Pitti c'è l'originale, donato dai conti Ercolani a Francesco I de'Medici. Questi dibattiti noi studiosi li facciamo in base a pubblicazioni scientifiche, non a scoop giornalistici». A sostegno della sua opinione, Cecchi porta la presenza del quadro attestata nella tribuna degli Uffizi fin dal 1589, e un catalogo della mostra di Raffaello a Firenze del 1983, che ricostruisce la storia del dipinto. Ma il catalogo è lo stesso che De Feo usa per sconfessare l'attribuzione del dipinto a Raffaello: in quel catalogo, sostiene lo storico, non furono pubblicate le radiografie della "Visione di Ezechiele". La tesi di De Feo poggia su una ricerca durata anni: lo storico dell'arte ha incontrato a Bologna i discendenti dei conti Ercolani, primi proprietari del dipinto, e ha scoperto che il quadro originale era finito in Francia. Volato a Parigi, ha incontrato i curatori del Louvre, e ha poi segutio le tracce del quadro originale fino in Inghilterra, dove già nel 1995 si sapeva dell'esistenza di una "Visione di Ezechiele" di cui nessuno parlava. La segnalazione veniva dalla provincia di Ferrara, dove vive il collezionista in possesso dell'originale. Un raffronto fra le due opere? Per De feo un tentativo già fatto, nel 1995. E fallito perchè da Firenze sarebbe arrivato un netto rifiuto.