Roma. Walter Veltroni e la sua giunta erano stati invitati, ma al convegno "Le aree monumentali di Roma. Beni archittetoniiì tra conservazione e tutela" non hanno partecipato. L'argomento affrontato, d'altra parte, era di quelli più spinosi per il centrosinistra capitolino: la gestione delle aree monumentali di Roma che, dopo la concessione del Colosseo per gli Mtv european-music awards, è ritornata al centro delle polemiche. L'incontro organizzato all'Università Roma Tre, con il patrocinio della Regione Lazio, nell'ambito della Giornata di studio sul patrimonio culturale europeo, è stato introdotto da Francesco Antonelli, presidente dell'Asi Ciao, e animato dagli interventi di vari esponenti delle istituzioni e della cultura. Tra questi, l'architetto e consigliere regionale Fabio Rampelli. «Basta con le manifestazioni ad alto impatto ambientale come i concerti rock al Colosseo, a San Giovanni e a Piazza del Popolo - ha detto Rampelli L'obiettivo di questa iniziativa è produrre un documento che stabilisca regole chiare e limiti precisi sull'organizzazione degli eventi, affinché abbiano luogo senza sconvolgere la vita dei cittadini e danneggiare i monumenti. Un esempio su tutti - ha aggiunto - il cantiere dell'Ara Pacis, aperto tramite un accordo di programma tra Comune, Regione e ministero dei Beni culturali nelle persone di Rutelli, Badaloni e Veltroni, senza indire un concorso internazionale e affidato all'architetto Meier, che ha demolito la "teca" di Morpurgo per sostituirla con una struttura criticata da associazioni ambientaliste e definita da più parti "il distributore di benzina". Polemico con Veltroni anche il consigliere comunale, Marco Marsilio»: «Il sindaco ci spieghi quali sono i parametri e i criteri con cui vengono concessi spazi archeologici ad alcuni eventi piuttosto che ad altri. Ci spieghi - ha proseguito- perché manifestazioni come l'Opera lirica di Caracalla o la rassegna estiva "All'Ombra del Colosseo" siano state "sfrattate" dal centro storico per poi, lampante il caso del Parco del Colle Oppio, abbandonare quelle aree al degrado». Dello stesso parere anche il direttore regionale per i Beni culturali della Regione Lazio, Luciano Marchetti e il fondatore di Agenzia per la Città, Cristiano Rosponi che hanno posto l'accento sulla necessità di non svilire i luoghi storico-artistici della Capitale per trasformarli in scenografie di grandi eventi.