Piero Baronti: "Credo ci sia la possibilità di presentare ricorsi" Vezio De Lucia: "E stato superato ogni limite, non passerà allesame dellEuropa" «Novantanni, ma vi rendete conto? Mica dieci. Una concessione di quasi un secolo è di fatto unalienazione. Una privatizzazione. E come dire, fate quello che vi pare». Confessa di sentirsi avvilito Fulco Pratesi, lo storico esponente del Wwf che frequenta assiduamente loasi nei pressi di Capalbio. Per lui il «decreto sviluppo» del governo che, dietro un modesto canone, legittima con una concessione novantennale chioschi, stabilimenti e alberghi sui litorali ha il segno dellaggressione. Lennesima ferita consumata ai danni dellambiente. «Le spiagge, con le dune, gli arenili, le battigie sono luoghi delicatissimi e adesso finiranno invece per essere oggetto di una nuova aggressione». Anche sul litorale maremmano: «Stiamo combattendo con il coltello fra i denti per salvare questi ultimi pezzi di territorio e adesso ci dicono che ci sarà invece più cemento, più costruzioni», rileva Pratesi. Quasi sospirando: «Chissà perché le vittorie degli ambientalisti sono sempre precarie. Intorno a Capalbio cè ancora un bel pezzo di costa intatto e se dovessimo perdere anche quello non ci resta che migrare in Finlandia», dice Pratesi. Mario Tozzi, presidente del Parco dellArcipelago Toscano, è altrettanto scandalizzato: «Non ho parole, una cosa intollerabile, mi fa venire il vomito, è unaggressione micidiale al territorio», sono le sue prime parole. «E penso tutto il male possibile di questo decreto che spazza via la concorrenza e fa un regalo alla pressione della lobby produttiva del Paese che fa capo a Confindustria» attacca. Del resto, aggiunge il presidente del Parco, «i reati sul demanio sono inestinguibili, la forestale potrebbe intervenire in qualsiasi momento, ma come potrà andare a toccare quei chioschetti che ci sono anche al Giglio e allElba su spiagge che orano passano per novantanni in diritto di superficie? Questo decreto li rende stabili. Di più. Saranno realizzate fognature per servili, altre opere, limpatto ambientale sarà pesante. E assurdo, il solito premio ai furbastri. Se non ricordo male, è stato calcolato che un metro quadrato di spiaggia rende a chi lha in concessione tra i 5.000 e i 10.000 euro. E gli utenti sono pure danneggiati». DallEuropa è arrivata una richiesta di chiarimenti. La stessa Commissione europea si è detta «sorpresa» per un decreto che aggira in modo così disinvolto la direttiva Bolkestein. Quella che impone di sostituire le concessioni con le gare. Confesercenti però applaude al decreto. Mentre un urbanistica come Vezio De Lucia, che conosce bene la Toscana, grida al disastro: «Mi sembra che sia stato superato ogni limite precedente, non credo possa passare lesame dellEuropa», dice larchitetto che già aveva espresso non poco disgusto per il Piano casa. «Questo decreto - aggiunge De Lucia - rappresenta lesasperazione delle soluzioni privatistiche, perché in questo modo viene meno laccesso pubblico al mare, che è un bene di tutti». Anche Vittorio Emiliani, leader del Comitato per la bellezza, è preoccupato: «E un concentrato di porcherie, di tutte le nefandezze possibili», dice. «Sotto il profilo ambientale si riducono e in qualche caso si azzerano i controlli, eliminando gli interventi delle soprintendenze e reintroducendo criteri di silenzio-assenso. Per la Toscana, la Maremma in particolare, dove ancora esistono molte spiagge libere che garantiscono laccesso ad anziani e a famiglie con minori disponibilità economiche, cè il forte rischio che si riducano questi spazi come conseguenza di uno sfruttamento intensivo». Che dire dei novantanni poi? «Giusto che si diano tempi più lunghi per consentire agli imprenditori di rientrare dagli investimenti, ma novantanni sono un tempo biblico, chi gode delle concessioni diventa di fatto proprietario della spiaggia. E sappiamo tutti che i canoni di concessione valgono il 5 per cento dei fatturati. Si trascurano gli interessi dei fruitori, che già pagano prezzi più alti della media mediterranea e che così sono beffati due volte: lerario infatti incasserà meno di quanto sarebbe giusto. Non capisco, infine, dove sia lurgenza di un decreto legge e si invade la competenza delle Regioni, che spero reagiscano come sta facendo lAnci», aggiunge Emiliani. Senza un ripensamento, Legambiente prevede il peggio: «Ci vuole poco a immaginare che si scatenerà una corsa alla cementificazione degli ultimi territori demaniali lasciati liberi dalla speculazione edilizia. E lesperienza ci insegna che zone come lElba e lArgentario sono piuttosto appetibili», dice il presidente toscano Piero Baronti. Che già pensa alla battaglia legale: «Credo ci sia la possibilità e lo spazio per presentare dei ricorsi contro il decreto in sede europea».
TOSCANA - "Ecome dire fate quello che volete". Emiliani, Tozzi, Pratesi: un coro di no alla scelta del governo
Il governo ha approvato un decreto che concede novantanni di concessione a imprenditori per costruire chioschi, stabilimenti e alberghi sui litorali. Lo storico esponente del Wwf, Fulco Pratesi, lo considera un atto di aggressione contro l'ambiente e la natura. Il presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, è altrettanto scandalizzato e afferma che il decreto spazza via la concorrenza e fa un regalo alla pressione della lobby produttiva. La Commissione europea ha espresso sorpresa per il decreto, che aggira la direttiva Bolkestein che impone di sostituire le concessioni con le gare.
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