Si rischia leffetto-Versilia su alcuni tratti incontaminati del nostro litorale Ecco i progetti Gioielli di sabbia e smeraldo come lUccellina a Marina di Grosseto, la Feniglia allArgentario e la Lecciona a Torre del Lago sono salvi. Lì i vincoli paesaggistici sono insuperabili, le spiagge quasi un tabù. Sul resto però aleggia lincertezza e lo spettro del cemento. Nel nuovo decreto per lo sviluppo economico varato dal governo, infatti, non cè solo laddio alle concessioni demaniali e lassegnazione ai balneari di diritti di superficie lunghi 90 anni, ma anche la possibilità di realizzare nuove strutture turistiche nei tratti finora rimasti immuni al mattone. «Il pericolo è che si scateni una corsa alla trasformazione dei litorali - lancia lallarme Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente - non vorrei che si cominciasse a costruire bagni in stile Versilia su tutta la costa toscana. Strutture che assomigliano molto a centri benessere e alberghi». Un timore concreto, perché sullopportunità hanno già messo gli occhi alcuni amministratori. Del resto il gioco vale la candela. In Toscana il Pil derivato dalleconomia balneare frutta 6 miliardi allanno. Di 700 stabilimenti, oltre 400 sono in Versilia. Tutti costruiti su un modello che è fra i più redditizi di Italia. «Abbiamo 37 chilometri di spiagge e almeno il 15-20 per cento di esse devono essere riqualificate. Non nego che vorremmo utilizzare il decreto per costruire nuovi stabilimenti», dice Rolando Di Vincenzo, assessore allurbanistica di Orbetello e candidato alla successione del ministro-sindaco Altero Matteoli alle prossime comunali. «La Feniglia non si tocca - continua il candidato del centrodestra - ma sul resto ci sono previsioni: alla Giannella su 50 ettari di nostra proprietà vorremmo far nascere due bagni. Altri quattro o cinque nel tratto vicino a Talamone e altri ancora lungo le spiagge che da Ansedonia portano a Capalbio». Per il progetto, il Comune aveva già presentato una variante al piano di utilizzo del demanio, ma era in contrasto con il Ptc della provincia di Grosseto. «Ora, con il decreto - spiega Di Vincenzo - vedremo cosa potremo realizzare, naturalmente nel rispetto delle leggi». Chi inoltre è già titolare di un bagno o di una struttura, chiosco o edificio che sia, potrà anche ampliare i fabbricati. «Io non sono contrario agli ampliamenti - conclude Di Vincenzo - e comunque i nuovi stabilimenti verranno assegnati con bandi pubblici e rimarranno di proprietà del Comune». La stessa cosa vorrebbero fare anche a Capalbio. Su 12 chilometri di costa, il comune rivierasco che in estate vanta il pellegrinaggio di politici e vip allUltima Spiaggia, per ora conta solo 5 stabilimenti balneari e qualche spiaggia attrezzata. «Il nostro piano regolatore prevede 2 nuovi bagni, ognuno con 250 metri di fronte mare. Ma prima di realizzarli dobbiamo essere sicuri che siano sostenibili e in linea con la legge regionale sul territorio. Prevarrà la tutela del paesaggio», dice il sindaco Luigi Bellumori (Pd). Scampato pericolo a Castiglione della Pescaia, dove la giunta Faenzi (Pdl) aveva inserito nel piano strutturale limpronta di espansionismo denunciato più volte dagli ambientalisti. Ai 35 stabilimenti e alle 14 spiagge attrezzate già presenti in paese, il sindaco uscente avrebbe voluto aggiungere 8 nuovi bagni e 15 chioschi per il noleggio di sdraio e ombrelloni. Lesclusione dal voto decretata prima dal Tar e poi dal Consiglio di Stato per gli errori nella compilazione delle liste fanno tirare un sospiro di sollievo. «Se vinceremo, Punta Ala, le Rocchette e Riva del Sole saranno salve, le lasceremo incontaminate», dice Daniele Bartoletti, segretario locale del Pd. «Sarebbe stata una follia - dice Mariarita Signorini, presidente toscano di Italia Nostra - ma adesso bisognerà vigilare sui piani del centrodestra a Orbetello». Nessun altro sembra interessato allaffare. A Grosseto e a Piombino Emilio Bonifazi e Gianni Anselmi confermano che «non ci sono allorizzonte nuove occupazioni dellarenile», e lo stesso fa Eleonora Baldi, primo cittadino di Follonica: «Dai noi le spiagge libere rimarranno tali». Lidea di nuovi edifici vista mare per ora non solletica nemmeno la Versilia, dove sindaci e balneari festeggiano piuttosto le misure del governo come un colpo assestato alla direttiva Bolkestein e alla minaccia delle aste pubbliche previste nel 2016. «Siamo soddisfatti - dice il sindaco di Viareggio Luca Lunardini - il governo ha capito che si trattava di preservare un settore strategico per il turismo. Un ulteriore sviluppo? Non è allordine del giorno, e comunque la Lecciona fa parte del parco di Migliarino. Non si può toccare».