Un intervento di restauro modello, quello del San Paolo tra via Caselle e via Selmi, secondo la direttrice per i beni culturali Carla di Francesco perché riporta alla fruizione l'ex monastero unendo funzioni culturali - «La riqualificazione del S. Paolo - spiega Di Francesco, la responsabile del ministero dei Beni Culturali in Emilia - è un intervento modello perché a Modena c'è il segno di una civiltà nel fare le cose che altrove purtroppo mancano. Pensiamo anche al S.Geminiano e al futuro S.Agostino, dove gli organi statali di tutela collaborano con la Fondazione e con il Comune. In questo modo c'è una unità di intenti utile per tutti e perciò mi sono affezionata alla Modena dove tra l'altro i restauri danno lavoro agli archeologi». A fine 2012 questo amplissimo comparto nel cuore del centro storico potrà essere messo a disposizione di tutti con una serie di interventi che non solo riporteranno all'antico splendore le molte migliaia di metri quadri dello stabile, ma pure i vari cortili che negli anni Novanta erano frequentatissimi dai giovani modenesi. «Questo è un luogo destinato - spiegano i responsabili del cantiere Fabrizio Lugli e Micaela Goldoni - ad essere di nuovo molto frequentato perché la biblioteca universitaria di Giurisprudenza porterà molti studenti nella zona. Recuperiamo i giardini, a partire da quello delle Caselle che stiamo predisponendo secondo una antica mappa». Ieri il sindaco Pighi e alcuni assessori, in occasione del convegno "Comparto S. Paolo. Nuovi spazi per la città" organizzato dalla Goldoni e da Lucio Fontana del Comune, si aggiravano ammirati tra gli operai che stanno ristrutturando. «Con questo intervento - spiega il sindaco - completiamo il comparto con il S. Geminiano e la zona diventa molto appetibile anche per il commercianti». L'assessore ai Lavori pubblici Antonino Marino invece ricorda: «Oltre al livello culturale dell'operazione sottolineo anche la questione, non certo irrilevante, della sicurezza che migliora se si usano bene gli spazi di questa importanza. La collaborazione con lo Stato è ottima qui, al S.Agostino e alla Ghirlandina che inaugureremo dopo il restauro a settembre». Sono due i punti più interessanti dell'ampia struttura, la copertura del canale Modonella al piano terra e la cappellina barocca - le foto sono state pubblicate in esclusiva dalla Gazzetta un paio di mesi fa e ora sono riproposte insieme a quelle dell'intero complesso sul sito www.gazzettadimodena.it - posta lungo lo scalone principale. La prima è un'ampia struttura in mattoni del 1720 che i tecnici hanno riportato alla luce durante gli scavi di due sale che saranno riservate alla lettura: ora si sta pensando di mantenere a vista la struttura edilizia con un pavimento trasparente, vista la sua importanza e il fatto che il canale è storico in quanto portava l'acqua pulita in centro sbucando in via Fonteraso. La piccola cappella settecentesca invece ieri è stata una bella sorpresa per tutti, con la soprintendente di Francesco che consigliava di restaurarla in fretta - in effetti le pitture murali stanno cadendo a pezzi - e il Comune che rassicurava su un intervento massimo nel 2013. Nel complesso aprirà anche un bar e l'ex chiesa di San Paolo continuerà ad essere centro espositivo della Provincia: qui gli scavi hanno portato alla luce l'antico pavimento del Seicento. Tutto l'intervento è finanziato dalla Fondazione Crmo: «Al recupero del patrimonio storico e architettonico - conclude il presidente dell'ente Andrea Landi - riserviamo ogni anno oltre il 40 per cento delle erogazioni del settore culturale».
MODENA - Cultura e welfare: restauro modello all'ex San Paolo.
Il ministero dei Beni Culturali in Emilia ha lanciato un intervento di restauro modello per il monastero di San Paolo tra via Caselle e via Selmi a Modena. L'intervento, finanziato dalla Fondazione Crmo, mira a riportare l'edificio all'antico splendore e a renderlo fruibile per il pubblico. La direzione per i beni culturali Carla di Francesco ha sottolineato l'importanza di questo intervento, che unisce funzioni culturali e di restauro, e ha elogiato la collaborazione con il Comune e la Fondazione. L'intervento prevede la riqualificazione del complesso, la ripristinazione dei giardini e la creazione di spazi culturali.
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