Sarà l'imponente Italia in croce di Gaetano Pesce, con i suoi sette metri, ad accogliere all'Arsenale i visitatori del Padiglione Italia firmato da Vittorio Sgarbi. E poi, al centro delle tele, sculture, foto, installazioni volute dal critico ferrarese per raccontare la creatività italiana dell'ultimo decennio. "calato" come un grande blocco, il Museo della Mafia creato per il comune di Salemi dallo scenografo e pittore Cesare Inzerillo. In un percorso a due navate, in basso le opere in alto la scritta "L'Arte non è cosa nostra", lo slogan scelto come titolo per il Padiglione. L'idea, ha spiegato tra urla e contestazioni, Sgarbi, è quella di indicare «la liberazione dell'arte dai lacci dei critici e delle convenzioni. E dalle mafie del mercato». Oltre le provocazioni, ecco il criterio originale voluto Vittorio Sgarbi nell'elaborare il progetto del Padiglione Italia alla 54 Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia di cui è curatore: gli oltre 200 artisti in esposizione sono stati suggeriti da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero, volutamente non critici d'arte, chiamati a far parte di un comitato tecnico-scientifico. Una scelta «contro i soliti nomi - ha spiegato - e per ricompensare gli esclusi degli anni precedenti». Tanti gli eventi collaterali previsti, anche se per il momento solo due hanno un luogo fisico certo: la chiesa di San Giorgio Maggiore per l'esposizione fotografica "Art for Venice" e le Tese di san Cristoforo per "Accademie Italia": 200 giovani artisti selezionati tra quelli che negli ultimi dieci anni hanno frequentato una delle 20 Accademie di Belle Arti del Paese. Gli altri sono ancora alla ricerca di uno spazio. A cominciare dal Museo dedicato alla Follia, curato da Cesare Inzerillo, che ospiterà opere, fotografie e installazioni sul tema, fino alla mostra su Canaletto, dove saranno esposte 15 opere del grande maestro. E ancora la mostra su Elton John, 100 foto tratte dalla sua collezione, e il confronto fra Lucian Freud e Fausto Pirandello. Completa il quadro, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, una Biennale "diffusa" con mostre ad hoc in ogni regione italiana e all'estero. IL PUNTO interrogativo, oltre che sugli spazi, incombe anche sui fondi. «L'unica garanzia l'ho avuta da Berlusconi - spiega Sgarbi - in realtà non ci sono finanziamenti, questa Biennale non avrebbe dovuto essere fatta se fosse stata applicata la ragione invece della follia. Ho lavorato per un anno senza vedere una lira». A smentirlo ci pensa il direttore generale del ministero dei beni culturali, Antonia Pasqua Recchia: «Il ministero ha stanziato per il progetto 250 mila euro che il ministro Giancarlo Galan, dopo l'ultimo finanziamento al Fus, ha portato ad un milione di euro, in cui è compreso il compenso per il curatore». Ma Sgarbi non ci sta e replica: «Non ho firmato nessun contratto e non è detto che lo firmi. Quel milione è solo stimato».
VENEZIA - Sgarbi: La mia Biennale contro le mafie del mercato
Il Padiglione Italia alla 54 Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia è stato firmato da Vittorio Sgarbi. Il progetto, intitolato "L'Arte non è cosa nostra", è stato realizzato con l'aiuto di oltre 200 artisti, scrittori, poeti e uomini di pensiero. Il progetto è stato realizzato con un budget di 250.000 euro, stanziato dal ministero dei beni culturali. Sgarbi ha rifiutato di firmare un contratto per il progetto, affermando che il milione di euro stimato non è detto che sia stato effettivamente assegnato. Il progetto include mostre, installazioni e opere d'arte, tra cui una mostra su Canaletto e una mostra su Elton John.
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