Torrenziale, ecumenica, ipotetica. Tre aggettivi per fotografare la partecipazione italiana alla Biennale con il Padiglione Italia all'Arsenale con duecento artisti e molto altro curata da Vittorio Sgarbi e presentata ieri a Roma al Ministero dei Beni Culturali (assente il ministro Galan) al termine di un lungo turbinio di polemiche e di dimissioni minacciate, annunciate e rientrate. Costerà un milione di euro, si allargherà anche agli Istituti italiani di Cultura all'estero e alle Regioni ed è ancora piena di incertezze. «L'unica garanzia l'ho avuta da Berlusconi ha tuonato Sgarbi, seduto a fianco del direttore generale del Ministero e commissario del Padiglione italiano Antonia Pasqua Recchia non ci sono finanziamenti, questa Biennale non avrebbe dovuto essere fatta se fosse stata applicata la ragione invece della follia. Ho lavorato per un anno senza vedere una lira». Recchia lo smentisce cortese, sottolineando appunto il milione di euro stanziato da Galan e precisando che in quella cifra è compreso anche il compenso per il curatore (50 mila euro al lordo delle spese). «Non possiamo finanziare cento Biennali ha spiegato come quelle previste dal programma di Sgarbi e anche se non siamo attrezzati per i miracoli, per gli spazi in più stiamo facendo il possibile. Questo milione di euro è stato investito per l'allestimento del Padiglione Italia». Di qui l'incertezza su ciò che a "firma" Sgarbi si vedrà effettivamente a Venezia per la Biennale rispetto a tutto ciò che è stato annunciato in questi mesi. Partiamo dalle certezze. Il Padiglione Italia - «esteso» a mostre di artisti in tutte le Regioni italiane e all'estero, grazie al contributo degli istituti italiani di cultura - intende documentare lo stato dell'arte italiana contemporanea con 200 artisti viventi e operanti dal 2001 a oggi, tutti scelti da intellettuali italiani e stranieri. Ne riferiamo a parte. «Ogni sede sarà Padiglione Italia, consentendo l'esposizione di circa 1000 artisti in corrispondenza con l'epopea dei Mille nel 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia», ha spiegato Sgarbi. Il Padiglione Italia sarà presente anche all'estero, presso ciascuno degli 89 istituti italiani di cultura disseminati nei 5 continenti, dove saranno allestite mostre di artisti italiani o di origine italiana residenti o attivi in quei paesi. Esposizioni che si potranno visitare anche dal Padiglione Italia attraverso 100 televisori collegati con gli istituti. Lo slogan che farà da filo conduttore dell'intero Padiglione Italia è «L'arte non è Cosa Nostra». Un modo per sottolineare secondo il curatore - che il sistema mafioso presente nell'economia, ma anche nel mondo dell'arte, con curatori che promuovono sempre i "loro protetti", va sconfitto. Cosi si spiega anche la scelta di portare da Salemi il Comune siciliano di cui è sindaco in laguna il Museo della Mafia, che accoglierà il pubblico della Biennale nella Tese dei Soppalchi, riaperta per l'occasione. Annunciato al Padiglione Italia da Sgarbi, anche un'opera di Piero della Francesca «completamente sconosciuta fino ad oggi». Sgarbi, di passaggio, ha anche polemizzato con la curatrice di IllumiNAZIONI la Biennale Arti Visive di quest'anno la critica svizzera Bice Curiger per i Tintoretto che verranno esposti nel Padiglione Centrale. «Se fossi stato soprintendente ha attaccato non avrei mai consentito di spostare dalle Gallerie dell'Accademia il Trafugamento del corpo di San Marco, è una bestemmia prestare quest'opera». Molti altri progetti espositivi veneziani di Sgarbi salteranno, per carenza di fondi e di spazi: dalla mostra su Gino De Dominicis, a quella delle foto della collezione di Elton John; dall'omaggio all'architetto Luigi Caccia-Dominioni, a quella del pittore David Hockney. Nell'incertezza anche il Museo della Follia, a Palazzo Marcello.
VENEZIA - Sgarbi porta la Mafia in laguna L'arte non è Cosa Nostra sarà il filo conduttore della mostra
Il Padiglione Italia alla Biennale 2005, curato da Vittorio Sgarbi, è stato presentato a Roma al Ministero dei Beni Culturali. Il padiglione è stato finanziato con un milione di euro, che include anche il compenso per il curatore. Il padiglione presenterà 200 artisti italiani e stranieri, e sarà esteso a mostre di artisti in tutte le Regioni italiane e all'estero. Il padiglione sarà presente anche all'estero, presso gli istituti italiani di cultura, e sarà allestito un'opera di Piero della Francesca. Sgarbi ha anche polemizzato con la critica Bice Curiger per la mostra di Tintoretto nel Padiglione Centrale.
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