II clou espositivo con 200 artisti. Poi 21 eventi, ma mancano i soldi. La battuta: «Correggio va capito con l'eros del culatello» In una conferenza stampa sterminata, per durata e numero di testate presenti, segnata da vivaci contestazioni, ieri al Ministero dei beni culturali a Roma Vittorio Sgarbi ha finalmente presentato la "sua" Biennale, non senza - nell'ordine - polemizzare con "la mafia dei critici d'arte" (in particolare Bonito Oliva e Bonami), protestare col ministero "che non gli ha ancora dato un euro" e con Galan che "lo ha tradito", litigare con alcuni giornalisti insofferenti per le sue sexy divagazioni e per l'approccio "privatistico" della sua gestione ("Questa è la mia Biennale"), polemizzare con Bice Curiger, curatrice della Biennale "maggiore", perché ha ottenuto in prestito i tre Tintoretto che saranno esposti nella rassegna ("Uno scandalo spostare un'opera come il "Trafugamento del corpo di San Marco" dall'Accademia all'Arsenale per compiacere la sua vanità", ha detto, dimenticando le peripezie da lui stesso inflitte alla "Tempesta" del Giorgione durante la sua soprintendenza)... E si potrebbe continuare a lungo, per la rabbia dei suoi detrattori e la gioia dei suoi estimatori, che ieri non gli hanno lesinato complimenti imbarazzanti, per "la sua poliedrica personalità", "l'immenso lavoro di ricerca", "le sue scelte coraggiose, inusuali e titaniche" (dalla presentazione), arrivando a sostenere (senza alcuna ironia!) che "il suo genio, che tutto il mondo riconosce, e la sua grandiosa visione giustificherebbero una Biennale dedicata solo a lui" (così il Presidente della Fondazione di Roma Emanuele, che ha coordinato i 200 intellettuali che hanno selezionato i 200 artisti che saranno presenti all'Arsenale). Ma vediamo - sfrondato il campo dalle iperboli - che cosa sarà questo moloch messo in piedi dal critico ferrarese, e a che punto stanno i lavori preparatori, a meno di un mese dal via. ARSENALE - Nel cuore dell'esposizione troveranno posto i 200 artisti di cui si è detto: alcuni sono famosi anche se non necessariamente nelle "accademie" (da Giosetta Fioroni a Enzo Cucchi, da Gillo Dorfles a Michelangelo Pistoletto, da Tullio Pericoli a Oliviero Toscani, da Vanessa Beecroft ad Adriana Asti, da Sandro Chia ad Antonio Marras, o alla padovana Rabarama che però Sgarbi ammette di non conoscere). Molto più famosi di loro sono però i segnalatori, fra i quali c'è praticamente tutta l'intellighentia nazionale e oltre (da Augias a Zavoli, da Magris a Ben Jelloun a Italo Zannier, che ha scelto da solo una decina di fotografi, fra cui Luca Campigotto): ne risulta un quadro estremamente variegato e tutto da analizzare della creatività nazionale nell'ultimo decennio. Il padiglione ospiterà anche il Museo della mafia, creato da Sgarbi a Salemi (dove è sindaco) che offre il leitmotiv dell'esposizione "L'Arte non è cosa nostra" ("né mia, né dei curatori"). Ma poiché non tutti gli artisti ci staranno nel padiglione (allestito da Benedetta Tagliabue) è probabile che alcune opere saranno esposte - simbolicamente e polemicamente - in alcuni canotti ormeggiati in bacino. GLI EVENTI SPECIALI - Dovevano essere 21, nella fervida fantasia di Sgarbi, ma pare che ne andranno in porto ben pochi: ci saranno altri 200 giovani allievi delle 23 Accademie d'arti d'Italia (alle Tese di San Cristoforo), probabilmente il Museo della Follia a Ca' Marcello, e Freud e Pirandello e Gino De Dominicis, tra Palazzo Grimani e Ca' d'Oro. Per il resto (dalle foto di Elton John al Canaletto a Hockney) al momento non ci sono né gli spazi né i fondi, avverte il direttore del ministero Antonia Pasqua Recchia, che ha anche annunciato che "per l'operazione è stato stanziato complessivamente un milione di euro, compreso il compenso per il curatore". FUORI VENEZIA - Il grosso di una partecipazione italiana che mobilita in tutto oltre 2mila artisti ed è parte integrante delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità sarà allocato però fuori Venezia: nei capoluoghi di regione ma anche negli 89 istituti di cultura italiani all'estero: anche in questo caso la cifra sarà l'estrema varietà delle situazioni (localizzazioni, curatori, entità dei finanziamenti locali, numero di artisti esposti, date di inaugurazione) e la valorizzazione sia delle eccellenze che della creatività nascosta. Per quanto riguarda l'estero (coordinamento di Francesca Valente) il lavoro è in fase avanzata: per l'Europa sono stati selezionati 106 artisti, per le Americhe 53 e per il resto del mondo 60. Ma Sgarbi si è riservato anche la valorizzazione di 27 luoghi e iniziative che "rappresentano la creatività italiana meglio dei conati dei curatori": si va dal Centro Sociale Leoncavallo di Milano al labirinto di Franco Maria Ricci a Fontanellato al "museo del culatello" a Polesine Parmense, "perché non si può capire il Correggio se non si conosce l'eros profondo del culatello".
VENEZIA - Sgarbi show: Ecco la mia Biennale. A Roma presenta il progetto tra le contestazioni ma se la prende con tutti: dalla Curiger a Galan, dai giornalisti ai critici.
Ieri, al Ministero dei beni culturali a Roma, Vittorio Sgarbi ha presentato la sua Biennale, che si svolgerà all'Arsenale di Venezia. La manifestazione, che dovrebbe essere la più grande della storia, sarà caratterizzata da 200 artisti, 21 eventi e una varietà di opere d'arte. Tuttavia, a causa di problemi finanziari, alcuni eventi sono stati cancellati o posticipati. Sgarbi ha anche polemizzato con alcuni critici d'arte e giornalisti, affermando che la sua Biennale sarà "la più grande e la più importante" della storia. La manifestazione sarà aperta al pubblico e sarà seguita da una serie di eventi fuori di Venezia, in cui saranno esposte opere di artisti italiani e internazionali.
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