«La lettera di Bondi era un'intesa vera con il ministero: andiamo avanti nella copertura del bassorilievo di Mussolini con una vetrata opaca». Il presidente Durnwalder non transige su piazza Tribunale e lancia un chiaro segnale al ministro Galan che subentrato al dicastero per la cultura aveva frenato sulle «promesse» del suo predecessore. L'onorevole Biancofiore: legge chiarissima, non si può fare nulla su quel bassorilievo. E mentre la scrittrice Melandri auspica l' abbassamento dei toni, al fine di essere costruttivi», in consiglio comunale è bagarre, con il Pdl che impedisce il dibattito sui «relitti fascisti». Nonostante i dubbi del ministero e gli attacchi da destra e sinistra, sul bassorilievo del Duce a cavallo in piazza Tribunale, Durnwalder non fa mezzo passo indietro. «La vetrata dice il Landeshauptmann sarà messa nel giro di qualche mese e la spesa sarà molto bassa. E questa è una soluzione di compromesso ma definitiva. Al limite si può pensare di mettere qualche frase diversa da quella della Arendt. Galan può avere idee diverse, ma per me la lettera di un ministro è più che sufficiente. Noi procediamo». «Il ministro hanno fatto sapere mercoledì (e riconfermato ieri) dall'ufficio stampa del ministero per il momento non vuole intervenire in prima persona, ma sta esaminando la questione, che è piuttosto delicata. Se la domanda è: il ministro potrebbe rivedere criticamente l'intesa tra Bondi e Durnwalder? La risposta è: non c'è alcuna intesa, non c'è un documento ufficiale del ministero che possa essere giudicato come un'intesa. C'è una nota personale del ministro al presidente Durnwalder e nient'altro. Detto questo si prende atto positivamente che l'annosa questione del Monumento alla Vittoria sta trovando una soluzione ampiamente condivisa da tutti i soggetti (compreso il ministero, attraverso la Soprintendenza, ndr). Per quanto riguarda gli altri punti della nota personale di Bondi, il ministro sta approfondendo la questione dal punto di vista tecnico». Il Codice dei beni culturali che è legge dal 2004, all'articolo 10 comma 1 recita: «Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato (...; che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico». All'articolo si legge: «Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10 comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni della presente parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2». Comma 2: «i competenti organi del ministero d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero medesimo al fin di assicurare uniformità di valutazione». I vincoli per toccare i manufatti sono abbastanza rigidi. L'impressione è che trattandosi di un'opera artistica che ha più di 5o anni (lavori finiti nel 1943) che trova spazio in un edificio di proprietà statale la lettera del ministro potrebbe non essere sufficiente neppure per mettere una vetrata Durnwalder non è d'accordo. «Una lettera di un ministro su carta intestata deve bastare. Noi comunque andiamo avanti. La vetrata opaca per coprire il duce a cavallo sarà messa in brevissimo tempo. E questa è una soluzione definitiva, lo voglio dire sia agli Schützen, sia a chi difende il manufatto. Io non ero d'accordo di mettere la scritta della Arendt perché un invito alla disobbedienza sugli uffici in cui si pagano le tasse mi sembrava un po' assurdo. Ma se si vogliono mettere altre scritte, di qualche premio Nobel o di qualche poeta, per me va bene». Il vicepresidente della giunta Christian Tommasini se la cava con una battuta «Spero che il governo si metta d'accordo con se stesso e ci faccia sapere cosa pensa e che questo pensiero rimanga valido fino alla prossima settimana». La deputata del Pdl Michael Biancofiore, invece, non ha dubbi. «Sono certa che il ministro spiega agirà in tempi rapidi. Gli ho parlato mercoledì ed è perfettamente al corrente della situazione. Ho sempre detto che quella di Bondi era un lettera di intenti. Secondo voi può bastare una lettera del ministro per toccare un bene cul turale? Il Codice è molto chiaro. Ci sono diverse procedure da rispettare, i pareri tecnici da elaborare, e diversi atti amministrativi da inviare. Durnwalder del resto lo sa benissimo, ma pubblicamente dice il contrario».
BOLZANO - Durnwalder a Galan: io vado avanti. Vetrata sul Duce, il presidente stringe i tempi. Scontro in consiglio comunale.
Il ministro della cultura, Galan, ha confermato che non intende intervenire in prima persona nella questione del bassorilievo di Mussolini a cavallo in piazza Tribunale. La lettera di Bondi, che ha stabilito un accordo con il ministro per coprire il bassorilievo con una vetrata opaca, è stata vista come un'intesa vera dal presidente della giunta, Durnwalder. Tuttavia, il ministro Galan ha affermato che non c'è alcuna intesa ufficiale tra lui e Bondi, e che la lettera di Bondi è solo una nota personale. Il ministro ha anche affermato che il Codice dei beni culturali richiede diverse procedure e atti amministrativi prima di poter toccare un bene culturale.
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