«Nessuna sconfessione dell'ex ministro Sandro Bondi» affermano al ministero per i Beni culturali. Solo un lavoro di controllo ed analisi da parte dell'attuale ministro Giancarlo Galan su quanto deciso dal suo predecessore in merito ai monumenti d'epoca fascista presenti in Alto Adige. Il ministero sottolinea che l'accordo ha la forma di una lettera personale dell'allora ministro, ma che comunque «rappresenta un momento di dialogo instaurato tra Stato e Provincia autonoma che non si vuole assolutamente spezzare». Galan non vuole intervenire ufficialmente sulla questione, ma lascia che dal suo ufficio stampa trapeli, quale sia la posizione attuale del titolare del dicastero ai Beni culturali sull'intesa sottoscritta il 25 gennaio scorso. In parole povere una sorta di monitoraggio, che non significa né una posizione favorevole, né una contraria. Almeno fino a questo momento. Di certo, come sottolineano al ministero, si apprezza il coinvolgimento del direttore per i Beni Culturali del Veneto competente anche per Bolzano Ugo Soragni, nell'iniziativa tesa a depotenziare il monumento alla Vittoria. Da ricordare che il via libera di Sandro Bondi comprende oltre al monumento di Piacentini, anche il duce a cavallo in piazza Tribunale con l'assenso del ministro Tremonti anche per una diversa collocazione e le targhe esplicative negli ossari. In due di questi ultimi - Burgusio e Colle Isarco - sono già state sistemate mentre mancano: a San Candido.
BOLZANO Galan: rispetto la lettera di Bondi
Il ministero per i Beni culturali non ha confermato la sconfessione di Sandro Bondi, l'ex ministro, ma ha affermato che il suo successore, Giancarlo Galan, sta eseguendo un controllo e un'analisi su quanto deciso da Bondi in merito ai monumenti d'epoca fascista in Alto Adige. Il ministero sottolinea che l'accordo di Bondi rappresenta un momento di dialogo tra Stato e Provincia autonoma e non vuole spezzarlo. Galan non vuole intervenire ufficialmente sulla questione, ma lascia trapelare la sua posizione attraverso il suo ufficio stampa.
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