Alta 2,65 metri, al suo posto è rimasto solo il basamento di pietra Fu eretta dall'eremita predicatore ottocentesco Baldassarre Audibert Il parroco don Giovanni aveva temuto da subito il furto sacrilego CASTEL DEL PIANO. Il mistero è durato per diverse ore. Una delle croci di Federico di cui è costellata l'Amiata sembrava rubata. Invece l'amministrazione comunale di Casteldelpiano l'ha tolta dal suo supporto, per restaurarla. E'una di quelle che fece erigere l'eremita-predicatore ottocentesco Baldassarre Audibert, che distribuì del simbolo di Cristo in mezza Toscana, Amiata compresa. La sua rimozione ha provocato un immediato allarme della comunità. Gli abitanti della zona e lo stesso parroco Don Giovanni che nulla sapevano della (seppure gradita) iniziativa pubblica, visto il supporto di pietra vuoto, hanno lanciato il grido di allarme, temendo un furto sacrilego. Invece, fortunatamente, non è stato così dato che la croce si trova, al sicuro, nella bottega di un artigiano locale che sta restaurandola con tutti i crismi. Perché, in effetti, sarebbe stato davvero difficile rubare una croce di tali dimensioni, alta 2 metri e 65 centimetri, collocata, fra l'altro, in una delle zone più transitate del paese, all'incrocio fra la provinciale Casteldelpiano-Seggiano, bivio per Collevergari e Quattro Cerri, a fianco della chiesetta di Santa Lucia. Una croce di particolare interesse (fatta restaurare nel 2003 dal Comitato recupero Artistico e storico di Casteldelpiano), perché, fra l'altro, a differenza di altri manufatti, reca scolpita la faccia del Cristo al centro della crociera. Un'altezza come detto di 2 metri e 65, e lunghezza del braccio di 1,68 metri. Restaurata con altre croci del paese nel 2003, è da sempre meta di fedeli e punto di riferimento anche geografico per i turisti. Al parroco Don Giovanni, in visita alle famiglie di Collevergari per la consueta benedizione pasquale, era stata segnalata la scomparsa della croce e subito tutti, sacerdote compreso, si erano preoccupati. Ma adesso l'allarme è rientrato. Infatti l'ufficio tecnico comunale, viste le precarie condizioni dell'opera e il bisogno assoluto di restauro, e la pericolosità della croce non più completamente stabile nel suo supporto, ha deciso di toglierla e di ripristinare un'opera particolarmente cara alla devozione e al culto popolare. E a margine dell'ipotizzato furto, c'è, comunque, una coda polemica degli abitanti della zona, che si lamentano che si stia costruendo un capannone troppo imponente in una zona di pregio e di culto come quella, fra le stradine delle borgate, la chiesetta di Santa Lucia, e la Croce di Federico. Anche se la realizzazione dell'opera è del tutto legale, prevista, com'è dal regolamento urbanistico comunale. Ancora avvolta nel mistero, l'origine (nacque forse a Piacenza) del mistico eremita sette-ottocentesco Baldassarre Audibert, "il Santo delle Croci", che soggiornò in Amiata nel 1846. Le decine e decine di croci che fece erigere a custodia del territorio, portano tutte scolpita la data del 1846. Sull'Amiata le croci di legno sono sostenute tutte da una base di pietra dove è incisa la data 1846 con l'iscrizione BAP: Baldassarre Audibert pose. Morì ad Ottavo (Ar), nel 1852 e lì fu sepolto e imbalsamato.