Lintervista Lallarme di Carlo Bernardini, uno dei più grandi studiosi italiani ROMA - «Il nostro patrimonio è rimasto senza eredi» lamenta Carlo Bernardini, uno dei principali fisici italiani, ex senatore, direttore della rivista scientifica Sapere e autore fra gli altri del libro "La fisica nella cultura italiana del Novecento". «Quello dei documenti è un grande cruccio per me. Sono convinto che lunico modo per salvare la storia della fisica italiana sia digitalizzare le carte». Quali sarebbero i vantaggi? «Vantaggi di conservazione, prima di tutto. Non cè pericolo che i documenti scompaiano per colpa del tempo o di "rapine accademiche". E vantaggi di accessibilità in secondo luogo. Le fonti della storia della fisica italiana diventerebbero disponibili in tutto il mondo». Che intende per "rapine accademiche"? «Mi riferisco a un episodio avvenuto alcuni anni fa nellarchivio Majorana a Pisa, ma anche allacquisto da parte di ununiversità americana della biblioteca di Vito Volterra, o della cessione di alcuni quaderni dellesperimento Ada di Frascati alla Smithsonian Institution, che li ha esposti in una sala speciale». Quali sono gli ostacoli alla conservazione? «Digitalizzare gli archivi è un lavoro enorme e servono fondi. Ma sono convinto che molti giovani fisici vi si dedicherebbero volentieri». (e.d.)