La protesta Domani scende in campo il fronte che si batte contro le piattaforme al largo delle Tremiti: "Deve intervenire Napolitano" Ci sarà anche Lucio Dalla, domattina al porto di Termoli, a difendere il mare Adriatico e le "sue" Tremiti dal rischio trivellazioni. «Quello che sta succedendo è demenziale, tra le tante cose assurde legate alla nostra situazione». Demenziale è lunico aggettivo che riesce a trovare, mentre guarda il mare dalla sua villa sulle isole Diomedee. «Non posso pensare che un giorno aprirò la finestra e invece di questo paesaggio meraviglioso avrò davanti una piattaforma». A queste isole ho donato una scultura per dare il benvenuto e difenderle Ora spero di cantare qui a giugno con De Gregori Lucio Dalla ci sarà, domani mattina al porto di Termoli, a difendere il mare Adriatico e le sue Tremiti dal rischio trivellazioni. «Quello che sta succedendo è demenziale, tra le tante cose assurde legate alla nostra situazione». Demenziale è lunico aggettivo che riesce a usare, mentre guarda il mare dalla sua villa sulle isole Diomedee. «Non posso pensare che un giorno aprirò la finestra e invece di questo paesaggio meraviglioso avrò davanti una piattaforma - è il suo commento - Non capisco come il ministro Prestigiacomo abbia potuto concepire e avallare una cosa del genere». Il cantautore sostiene le migliaia di cittadini, i rappresentanti di Puglia, Molise e Abruzzo, centinaia di associazioni ambientaliste, Cgil e Legambiente che domani dimostreranno indossando un foulard nero per la prima manifestazione nazionale contro le ricerche di petrolio a Sud dellAdriatico, autorizzate dal governo italiano. Le eventuali estrazioni di idrocarburi, secondo i dati di Legambiente, ammonterebbero al massimo a 130 milioni di tonnellate e garantirebbero lautonomia solo per 20 mesi. Il danno per lecosistema sarebbe incalcolabile, senza considerare quella alleconomia e al turismo. «Seguo la vicenda da un anno - continua Dalla - e a quello che ne so gran parte del petrolio sarebbe poi esportato in Irlanda (dalla multinazionale Petroceltic, ndr). È paradossale, non cè nessuna logica in ciò. Inoltre non si possono tralasciare le correnti discendenti di questo tratto di mare, è matematico che qualsiasi piccolo disagio o incidente andrebbe a danneggiare la zona». Se gli si fa notare che si tratterebbe per ora solo di indagini stratigrafiche, stando alle rassicurazioni del ministero dellAmbiente, replica piccato: «Sono tutte balle. Esistono già una serie di trivelle in Adriatico, non è pensabile metterne altre in una zona che per giunta, dopo poche miglia, è un parco marino protetto». Lartista bolognese ha un rapporto speciale con le Tremiti, legato allinfanzia e alle estati passate con la madre: «Il mio riferimento è il Sud, Puglia e Sicilia. Ma le Tremiti per me sono qualcosa di più, come Manfredonia. La prima volta che ci sono venuto avevo solo 10 anni». È un rapporto che nel tempo ha dato i suoi frutti, perché proprio sulle isole Dalla ha composto successi come 4 marzo 1943 e Comè profondo il mare. «Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare», cantava nel 1977, e ora quei versi gli sembrano profetici. «Allora immaginavo una battaglia ideologica, ora è reale. Non ci stiamo vendendo, ci stiamo suicidando. Non cè ministro che possa farmi cambiare idea dicendo che tanto la piattaforma non si vedrebbe dalla costa. Non è un problema visivo, è un problema concettuale. Non si può trattare così un mare storico, straordinario». Il suo intervento a favore delle Tremiti e contro le trivellazioni non si limiterà alla presenza alla manifestazione di domani. Dalla ha già le idee chiare: «Ho fatto una donazione alle Tremiti, è la scultura di un guerriero di un grande artista pugliese, Michele Circiello. Sarà issato sulla punta delle isole, per dare il benvenuto e allo stesso tempo difendere il territorio». Proprio per linaugurazione del monumento, prevista a fine giugno, Dalla ha intenzione di organizzare un concerto: «Spero che venga Francesco De Gregori. Dobbiamo dare visibilità al problema, a livello nazionale. Si deve partire dal no dei Comuni e poi raggiungere i livelli più alti dellorganizzazione politica, fino al presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano è uno dei pochi con la testa sulle spalle, dovrebbe intervenire per i cittadini, non solo come rappresentante istituzionale».