Tre mega opere terminate, la Regione frena e alberghi nuovissimi pronti al business del turismo, come il Nesis di via Diocleziano, hanno dato forfait. La Nuova Bagnoli cè, ma non parte. Leredità di Bagnolifutura, ricevuta 12 mesi fa dal centrodestra al governo della Regione Campania, rischia anzi di finire in malora. Tre opere pronte per essere aperte al pubblico - lAcquario tematico, lHub-Porta del Parco con auditorium e una grande Spa, il Parco dello sport - sono ferme. Cinquanta i milioni che la Stu, società di trasformazione urbana, deve avere dallamministrazione di Stefano Caldoro per completare i lavori nei 200 mila metri quadri. Ma basterebbero pochi soldi per il collaudo di queste tre strutture ultimate. Opere del Grande progetto Bagnoli negate alla città. Critico Riccardo Marone, presidente di Bagnolifutura: «Ho più volte invitato il presidente Caldoro a venire a Bagnoli, ma non ha mai trovato un minuto di tempo. Il che si commenta da solo», dice, «la cosa più paradossale è che sono fondi regionali, un danno che la Regione fa a se stessa». Tutto in un anno. Delibere di finanziamento sospese dal luglio 2010. La Regione congela i fondi, lascia ogni cosa in stand by. Intanto un pezzo di territorio è già cambiato. Oltre la Porta del Parco, Hub, al numero 343 di via Diocleziano cè un auditorium di 300 posti con parquet e poltrone di velluto blu, il Centro wellness di oltre 7 mila metri quadri, il più attrezzato del Mezzogiorno, un parcheggio per 600 posti auto con tornelli di entrata e uscita già montati, piazze pedonali e aree esterne per 8.500 metri quadri. Realizzata dalla Sled (impresa Chitis) e disegnata dallarchitetto Silvio DAscia, è costata 50 milioni, in cofinanziamento tra Regione e fondi Por Campania. Collaudati lauditorium, gestito da Bagnolifutura e la caffetteria affidata al gruppo Vegezio. Da collaudare il parcheggio e il centro benessere, assegnato agli operatori tedeschi delle Terme del Castiglione di Ischia. Limpresa costruttrice vanta crediti per sette milioni dalla Bagnolifutura che a sua volta ne aspetta oltre undici dalla Regione. Grida vendetta il Parco dello sport, progetto di Massimo Pica Ciamarra: 25 ettari, tre crateri ispirati alla morfologia dei Campi Flegrei. Impianti sportivi in erba sintetica, dal calcio allatletica. I campi da tennis hanno già le reti e i seggioloni degli arbitri. Otto chilometri di piste ciclabili. Spogliatoi e docce pronti per luso, un sistema di pannelli solari. Larea comprende il biolago per lirrigazione del verde, un campeggio, un altro lago per modellismo nautico, e una tensostruttura per il pattinaggio sul ghiaccio con installazioni dellartista Salvatore Paladino. Spazi grandissimi arredati con cartelloni in acciaio cortan, panchine, chaises longue, persino un palmeto recuperato. Costo 37 milioni cofinanziato dalla Regione con fondi Por Campania. La Soccer Colli Aminei che lha avuta in gestione scalpita per aprire le attività, i lavori sono completati, appena altri tre-quattro mesi per la piantumazione del prato e degli alberi. A fine settembre la doccia fredda: stop ai fondi. Lazienda Deca, capogruppo di unati con le imprese Tuccillo e Della Morte, esige 10 milioni dalla stazione appaltante Bagnolifutura che a sua volta è creditrice di 4 della Regione. Il cantiere, sorvegliato notte e giorno, è fermo. «Penso alloccasione lavorativa persa per Napoli. Si potrebbero avere già da sei mesi almeno, tra Parco dello sport e Bagnoli Hub, una sessantina di persone stabilmente occupate». Dedicato alla cura delle tartarughe marine, lAcquario tematico è nato nellex impianto di trattamento acque, una struttura di archeologia industriale. È finito, costo 11,5 milioni cofinanziato dalla Regione con fondi Por Campania. La ditta appaltatrice deve aver tre milioni di euro da Bagnolifutura e questa, dalla Regione, sei milioni e mezzo. Nellatrio domina unopera naif del maestro Gianni Pisani, sale immense, vasche di studio e ricerca, un acquario che può competere con quello di Genova. Ma non si apre fin quando non sarà terminata la strada di accesso che è unaltra delle opere sospese per il congelamento dei fondi regionali. Di fronte cè larea bonificata di 24 mila metri quadri dove il 9-10 luglio si terrà il Neapolis Rock Festival: «Progetto Acciaieria sonora». La rinascita di Bagnoli passa anche per lintera bonifica, gli Studios, il Parco urbano, il porto turistico, la vendita delle aree ai privati. Riguarda più in generale il destino dellarea occidentale di Napoli. E i rischi per la Campania vanno oltre Bagnoli. Entro fine 2011 la Regione di Caldoro deve spendere un miliardo e seicento milioni di euro dei fondi assegnati per il 2007-2013. Ci sono scadenze intermedie: entro il 31 maggio dovrebbe impegnare un miliardo e 200 milioni, entro il 31 ottobre certificare a Bruxelles il 70 per cento della spesa totale. Finora i milioni spesi sono stati 392. Una corsa contro il tempo.