Interventi sulla collina storica e alle Salinelle proposti dal Comune capofila Programmare per crescere, pianificare per offrire uno sviluppo organico del territorio, da utilizzare, poi, come strumento di attrazione di investimenti. Continua il lavoro del Piano Strategico dell'Area Etnea, il Psae, che vede insieme ventotto enti del Catanese (ventisei Comuni, il Parco dell'Etna e la Provincia regionale di Catania). Paternò del Psae è Comune capofila, e ieri mattina, all'interno dell'ex ospedale, sulla collina storica, si è tenuto un nuovo incontro per fare il punto della situazione attuale, in vista del completamento della fase progettuale complessiva. Ad aprire i lavori l'assessore all'Urbanistica, Daniele Venora, che ha evidenziato l'importanza del progetto come strumento di coesione progettuale di interi territori che insieme collaborano per uno scopo comune: valorizzare e salvaguardare patrimoni unici nel loro genere. Un piano ricco di numeri; ecco i principali. Complessivamente i progetti presentati sono stati 222: 179 ideati dai Comuni, 25 da enti e partner istituzionali, 18 da Agenzie e privati. Di questi ne saranno selezionati una parte (circa il 60). Il tutto dovrebbe concludersi, come chiesto ieri mattina dai diversi rappresentanti dei Comuni, tra loro molti sindaci, entro breve tempo, quasi certamente entro l'estate. Un piano importante, questo, visto che traccia una linea ben precisa sull'indirizzo, la vocazione, che vuole darsi al territorio. La base, dunque, da cui partire, per l'attrazione di possibili, futuri finanziamenti. Somme che potrebbero essere non troppo lontane se si guarda ai progetti Pisu e Pist, che in linea di massima seguono le stesse indicazioni date dal piano strategico per i diversi territori. Le strategie, come detto, si muovono nella direzione del recupero e conservazione del patrimonio storico-culturale e archeologico e della sostenibilità ambientale. A Paternò, si guarda a diversi interventi da poter mettere concretamente in atto: dalla collina storica (dove il lavoro da fare in termini archeologici e di recupero architettonico è ancora tanto), ma anche all'area delle Salinelle e alla via dei Mulini (entrambe oggi in uno stato di totale abbandono), per arrivare all'area del fiume Simeto. I contenuti dei progetti, ieri mattina, sono stati presentati dall'architetto Ignazio Lutri, coordinatore dell'assistenza tecnica del Psae. Sono 26 i Comuni che partecipano: oltre a Paternò figurano Belpasso, Biancavilla, Bronte, Calatabiano, Camporotondo Etneo, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Maniace, Milo, Motta Sant'Anastasia, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Riposto, Sant'Alfio, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Trecastagni, Viagrande, Zafferana; al loro fianco anche il parco dell'Etna e la Provincia regionale di Catania. In gioco c'è il futuro di un intero territorio. Mary Sottile 05052011