Questa volta sono stati i libri per ragazzi ad invadere piazza Montecitorio e ad attirare l'attenzione di parlamentari e semplici cittadini. La libreria itinerante Ottimomassimo, stracolma di titoli e copertine colorate, non passa mai inosservata. Ma ieri pomeriggio c'era un motivo in più per fermarsi: perché i libri acquistati andranno a tre scuole italiane che hanno difficoltà a istituire una biblioteca Scolastica. Sono tanti, troppi gli istituti, dalle elementari alle superiori, che - complici i tagli ministeriali - non possono stanziare un solo euro per la loro biblioteca. Che spésso semplicemente non esiste. E allora, «I libri? Spediamoli a scuola!», come suona la campagna varata da un editore indipendente e intraprendente, la romana Sinnos. Spiega Della Passarelli, che la guida: «Hanno risposto finora 65 librerie indipendenti sparse in tutta Italia. Ciascun libraio adotta una o più scuole del suo territorio. Insieme, predispongono una lista di titoli, che viene esposta in libreria. Chiunque (comprese aziende, istituzioni, associazioni) può acquistare uno o più libri e diventare azionista della biblioteca scolastica». Ieri sono stati i parlamentari (e non solo) a dare il buon esempio, proprio a piazza Montecitorio. Trecento libri acquistati in poche ore, che andranno alla scuola primaria di Pontedassio (Imperia), all'Istituto Morvillo di Tor Bella Monaca, e all'istituto Patroni di Pollica (Salerno). «Ma la campagna continua», dice Della Passarelli, sempre in prima fila nella battaglie per i diritti, in primis quello alla lettura. E se si guarda la lista delle adesioni al progetto, sostenuto fm dall'inizio dalla Provincia di Roma, c'è davvero da rallegrarsi: da Amnesty International a Emergency, dall'Ibby Italia al Cnr, e poi l'Anci, l'Arsi, i sindacati confederali fmo al Salone del Libro di Torino e a Più libri Più liberi. Ieri, sono stati soprattutto i parlamentari ad essere coinvolti. Lunghissimo l'elenco degli onorevoli diventati «azionisti» di cultura: ciascuno è stato invitato a firmare una dedica sui libri da donare. Dice Della Passarelli: «Il nostro intento è quello di-creare un circolo virtuoso tra librerie, scuole e cittadini. Non toccherebbe a un editore prendere l'iniziativa. Il fatto è che io non mi rassegno al fatto che nelle scuole non ci siano i libri. Assurdo no?». Sì, assurdo e sconsolante. Ma finché c'è qualcuno disposto ad investire in cultura, comprando anche un solo libro da destinare alle scuole, c'è speranza.
E anche i parlamentari diventano azionisti di cultura
Un editore indipendente, Sinnos, ha lanciato una campagna per fornire libri a scuole italiane che non hanno una biblioteca. La campagna, chiamata "Ottimomassimo", ha già ricevuto 65 librerie indipendenti che hanno donato libri a scuole in difficoltà. I libri sono stati acquistati da cittadini, aziende e istituzioni, tra cui parlamentari, che hanno firmato la dedica sui libri. La campagna vuole creare un circolo virtuoso tra librerie, scuole e cittadini, e spera di poter fornire libri a scuole che non hanno una biblioteca. La campagna è stata sostenuta dalla Provincia di Roma e da diverse organizzazioni, tra cui Amnesty International e Emergency.
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