L'Egitto non demorde e rilancia la sua battaglia per far tornare a casa il prezioso busto di Nefertiti, ora esposto presso il Neues di Berlino, imponente edificio riaperto al pubblico due anni fa, dopo la sostanziale ristrutturazione dell'architetto inglese David Chipperfield. Il ministro della cultura Zahi Hawass, da sempre combattivo assertore della restituzione della scultura, ha fatto sapere che la prossima settimana invierà al governo tedesco una richiesta ufficiale per il «rimpatrio» della bellissima moglie del faraone Akhenaton, accanto al quale regnò durante la XVIII dinastia. «Abbiamo prove documentate che il busto è stato oggetto di un traffico illegale dal nostro paese», ha affermato il ministro dicendosi anche ottimista sulla possibilità che l'Egitto riesca a riportare al Cairo Nefertiti. E pronto a tutto, anche ad attendere tutto il tempo necessario all'operazione. E le sue aspettative non si fermano alla celebre statua. «Chiederemo al Metropolitan Museum di New York di rimandarci indietro 19 reperti che fanno parte del tesoro del faraone Thutankhamon», ha incalzato ancora Hawass. La controversia tra il Cairo e Berlino sembrava finita in un vicolo cieco quando, nel gennaio scorso, il governo tedesco aveva rispedito al mittente la richiesta ufficiale di restituzione del reperto, appellandosi al cavillo che la domanda non apportava la firma di un ministro (all'epoca Hawass era solo il Capo supremo del consiglio delle antichità). I documenti portati oggi come prova dell'avvenuto trafugamento del ritratto della regina (che, tra l'altro, è al centro anche di querelle filologica: c'è infatti chi sostiene che sia solo un falso, una «copia Art Decò») spiegherebbero, dopo quattro anni di ricerche compiute da una squadra di esperti legali e egittologi, che la scultura è arrivata in Germania in modo clandestino. Il busto di Nefertiti venne ritrovato nel 1912 dall'archeologo tedesco Ludwig Borchardt, durante scavi a Tell al Amarna. Secondo Berlino, l'opera venne acquistata legalmente nel 1913 e non si pensa a un suo viaggio verso casa: troppo delicata per subire spostamenti. Ma l'Egitto ci spera: l'obiettivo è esporre il busto al museo Akhenaton, che dovrebbe essere inaugurato ai primi del 2012 a Minya, vicino al sito archeologico di Giza. Sarà comunque difficile vincere la contesa: nel nuovo restauro del museo - costato ben 233 milioni di euro - tutti i riflettori sono puntati sulla misteriosa regina (molto poco si sa della sua vicenda terrena) che si staglia, da sola, in una stanza a lei dedicata, sotto la cupola nord dell'edificio, protetta da una teca. Altera e meravigliosa mentre sprigiona il suo fascino turbolento.
L'Egitto non si arrende. Nefertiti deve tornare
Il ministro dell'Istruzione egiziana Zahi Hawass ha affermato di aver prove documentate che il busto di Nefertiti è stato oggetto di un traffico illegale dall'Egitto. Hawass ha richiesto al governo tedesco di restituire il busto al Cairo, che è stato esposto al Neues Museum di Berlino dal 2011. Il governo tedesco aveva risposto alla richiesta di Hawass nel gennaio scorso, ma Hawass afferma di avere prove che il busto è stato trafugato. Hawass ha anche richiesto al Metropolitan Museum di New York di restituire 19 reperti che fanno parte del tesoro del faraone Thutankhamon.
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