Maria Cristina Misiti Direttore ICPAL Con riferimento all'articolo apparso sul Vs. giornale in data 10.4.2011, a firma della dr. Jolanda Bufalini e recante il titolo "La lotta infinita dei restauratori del libro licenziati per Natale" (pag. 13), rilevo quanto segue a) nell'articolo citato viene sommariamente frettolosamente ricostruita una serie di fatti e circostanze interne all'Istituto e si attribuisce alla responsabilità di questa Direzione, e quindi del MiBAC, il presunto licenziamento di alcuni, collaboratori a contratto; nell'articolo, infatti, è erroneamente asserito che l'Istituto avrebbe iniziato una "operazione tabula rasa" e vengono confusamente riportati dati e circostanze che - sia per le espressioni usate che per le modalità di comunicazione al pubblico di fatti che possono essere quantomeno travisati - potrebbero comportare un danno ingiusto tanto per l'Istituto che per il MiBAC stesso; b) nell'articolo si asserisce che l'Istituto avrebbe agevolato, nell'affidamento di alcuni incarichi, il sig. Paolo Crisostorni e si richiede "...una maggiore distanza fra ruoli pubblici ed interessi di famiglia"; anche in questo caso la circostanza riportata non è veritiera, e si rinvia alla documentazione attestante l'attribuzione di tali incarichi sia presso la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte che presso l'Archivio di Stato di Roma Maria Cristina Misiti Punto a: i contratti di collaborazione sono stati interrotti prima della conclusione del progetto a cui erano legati anche gli effetti contrattuali Punto b: nell'articolo non "si asserisce che l'Istituto avrebbe agevolato", si solleva un problema di opportunità viste le funzioni dell'Icpal di "consulenza, progettazione, verifica, collaudo" per i restauri che Archivi e biblioteche affidano anche a privati. Jolanda Bufalini