GERMANIA. In settimana il tribunale deciderà quanto vale il restauro dei graffiti della East Side Gallery. La galleria a cielo aperto composta da murales creati dopo il crollo. Il comune ha offerto solo 3000 euro a testa e la maggior parte degli autori ha rifiutato. In Italia, gli street artists ricevono multe e qualcuno li vorrebbe dentro. A meno che non si chiamino Banksy. Non si è ancora capito se la street art è ormai roba vecchia o fa ancora "tendenza". Soprattutto, non si è ancora capito se è arte o no, e, se è arte, quale lo sia e quale no. Ma oggi è ancora più importante chiedersi: quanto vale (o quanto ci costa)? A Berlino, la controversia è nata attorno a quella che è stata ribattezzata East Side Gallery, la sezione di 1316 metri del muro risparmiati dall'abbattimento del 1989, celebre per i suoi murales e uno dei luoghi turistici della capitale tedesca più visitati. Qui 21 degli artisti artefici delle opere hanno intentato una causa contro il comune. L'esito della vertenza è previsto in settimana. Due anni fa, infatti, in occasione delle celebrazione del ventennale della caduta del muro, era iniziato il processo di restauro di questa galleria a cielo aperto. Il comune aveva offerto 3.000 euro agli artisti per ridipingere le loro opere, che altrimenti sarebbero state cancellate e "rifatte" da qualcun altro. Alcuni artisti hanno però ritenuto che la cifra fosse troppo bassa, tanto più che Berlino aveva a disposizione 2.2 milioni per le operazioni di rinnovo. Uno dei legali ha citato il caso di un artista che ha ricevuto 250,000 euro dalla Corte tedesca dopo che un pezzo di muro con un suo graffitto era stato venduto ad un privato. Due altri artisti hanno intentato una causa per violazione dei diritti d'autore dopo che il comune, visto il rifiuto di accettare la cifra proposta, ha rifatto i loro murales. I1 russo Dimitri Vrubel, autore di alcuni dei disegni più famosi, uno raffigurante Leonid Brezhnev and Erich Honecker che si baciano, e l'altro una macchina Trabant che "sfonda" il muro, ha raccontato al giornale tedesco Bild di essere stato informato che le sue opere erano state cancellate solo dopo aver ricevuto l'assegno da 3000 euro. Accettata la somma, ha poi ridipinto personalmente i due disegni, pur contestando l'impossibilità di ricreare lo spirito dei tempi, e che, se avesse dovuto rifare un murales ex-novo, avrebbe fatto qualcosa di completamente diverso. L'idea della East Side Gallery nasce nel 1990, quando più di 100 artisti da tutto il mondo erano venuti a dipingere questa parte di muro, situata lungo la Sprea, vicino alla stazione Ostbanhof, che ai tempi della divisione era completamente situata nella zona orientale, e per questo rimasta "immacolata", visto che a Berlino Est nessuno poteva avvicinarsi al muro. Nel 1993 la galleria è stata riconosciuta come patrimonio storico e quindi definitivamente salvata dall'abbattimento. Ma il tempo, l'inquinamento, la cattiva qualità delle vernici, i tanti turisti e non che hanno letteralmente staccato dei pezzi, hanno costretto la città a preoccuparsi della salvaguardia del monumento. Ma quanto può valere un murales del genere, che oltre ad un valore artistico ha assunto anche un valore altamente simbolico per una collettività? Bodo Sperling, uno dei fondatori della galleria, ha chiesto non meno di 25.000 euro. Certo, poca cosa, se si pensa che le opere di Banksy, uno dei più famosi street artists britannici, hanno raggiunto in asta cifre record che superano i 100mila dollari. E ogni volta che un suo graffito viene cancellato ci sono pianti, vuoi dei residenti, vuoi degli ammiratori, vuoi degli stessi amministratori comunali. Era successo a Napoli quando uno dei due unici "Bansky" della città, una rilettura della Santa Teresa di Bernini, fu vandalizzato da un altro "graffitaro", e si era pensato addirittura ad una teca trasparente per proteggere la rimanente banksiana madonna di Piazza Gerolomini. A Melbourne l'anno scorso era stato lo stesso sindaco a disperarsi per il "rat", il topo con gli occhiali, unico stencil dell'artista nella città, distrutto inconsapevolmente da alcuni operatori ecologici, che non erano stati avvisati che ci sono graffiti di serie B e graffiti di serie A. Mentre a Los Angeles, il Moca, museo di arte contemporanea, ha da poco inaugurato una mostra dedicata a quelli di serie A. Che però ha creato un invasione di "tag" tutto intorno al museo che hanno fatto arrabbiare non poco la polizia locale. Ma questo è il prezzo da pagare per chi vuole "imbavagliare" la street art, così radicalmente legata alla sua indipendenza e inafferrabilità, nell'occidentale, quanto ambigua, categoria di "Arte". Tra l'altro, ci aveva provato in salsa italiana anche Sgarbi al Pac di Milano nel 2007, suscitando le ovvie polemiche. Ma nelle città italiane come Milano e Roma, per ora i graffiti continuano a valere multe dai 500 euro in su. L'arte di strada continua ad essere, realmente, messa al muro.