Il curatore del Padiglione Italia torna alla carica contro il ministro Galan. E non risparmia la direttrice della Biennale Curiger «Galan? Un burocrate. La Curiger? Gli spazi non sono suoi. Non sopporto le mostre alla Celant» Era facile prevedere che sarebbe diventata la Biennale di Sgarbi e lo è diventata, almeno per i media italiani. Oggi il critico svelerà ufficialmente le sue carte e annuncia una nuova offensiva a tutto campo in cui non salva praticamente nessuno. In primo luogo, ovviamente, se la prende con il ministro dei Beni culturali Galan, colpevole di non averlo confermato nel ruolo di soprintendente del Polo museale di Venezia, «che non ha mantenuto la parola e con la sua mentalità burocratica rischia di far saltare una buona parte delle mie mostre». E non risparmia nemmeno la direttrice della Biennale, Bice Curiger, che si è tenuta accuratamente alla larga dalle beghe del Padiglione Italia e che, secondo Sgarbi, «non può pensare che gli spazi veneziani siano di sua proprietà. Vorrei vedere che cosa direbbe se le togliessero, da un giorno all'altro, il palazzo delle Esposizioni ai Giardini». Altro obiettivo del critico sono i curatori-guru, alcuni dei quali hanno già criticato l'impianto culturale del suo progetto. «Non hanno capito niente» attacca Sgarbi «sarebbe stato fare un Padiglione Italia alla Celant o alla Bonami. Ho curato decine di mostre nella mia vita e la cosa non mi interessava. Invece ho voluto fare una cosa diversa e ho chiamato a raccolta 240 fra scrittori, filosofi, intellettuali, chiedendogli di segnalarmi un artista. Ne uscirà un ritratto originale dell'arte italiana di oggi, fuori dagli schematismi di critici e gallerie. Non quindi una mostra costruita intorno ai miei gusti. ma un modo per capire che cosa i pensa l'intellighenzia italiana dell'arte del suo tempo». Quale sarà il risultato finale di questo puzzle, collage, montaggio o indigeribile minestrone, come l'ha già definito qualcuno, forse non sarà chiarito neppure oggi. «La lista degli artisti è in continua evoluzione ed è modificabile sino a un minuto prima dell'inaugurazione» spiega ancora Sgarbi «l'elenco di artisti reso pubblico ieri dalla rivista Flash Art è assolutamente incompleto anche perché gli artisti che esporremmo all'Arsenale saranno almeno 220. Esiste anche una mia lista segretissima». Pur essendo parziale l'elenco che pubblichiamo in questa pagina, fornisce un'idea già abbastanza chiara dell'eclettismo delle proposte emerse dal sondaggio sgarbiano e che costituiranno il Padiglione Italia. Eclettismo impossibile da evitare, vista la varietà dei selezionatori scelti da Sgarbi che vanno, solo per citare e qualche nome, da Alberto Abruzzese a Elio Fiorucci, da Vladimir Luxuria a Emanuele Severino, da don Andrea Gallo a Umberto Eco, da Giovanni Sartori a Bernardo Bertolucci, da Mogol a Piergiorgio Odifreddi. Con il caso unico del centenario Gillo Dorfles, padre nobile dell'arte italiana, presente sia tra segnalati, da Fiorucci, che fra segnalatori. Così gli artisti più disparati dovranno convivere in una mostra che assomiglierà molto a un elenco del telefono fatto a pezzi da un bambino capriccioso. Duccio Trombadori, scelto da Giuliano Ferrara, dialogherà, si fa per dire, con Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto con Francesco Severino, Luigi Ontani con Agostino Arrivabene, Ruggero Savinio con Paolo Bielli, Eliseo Mattiacci con Stefano Di Stasio. «L'idea di fondo di questo progetto è quella dell'inventario» prosegue Sgarbi «e nasce nella prospettiva dell'Unità d'Italia. Non si trattava quindi di un semplice Padiglione Italia ed è in questa prospettiva che era nato anche il mio incarico di soprintendente al Polo museale. Poi il ministro si è rimangiato la parola e ha prevalso l'ottusità della burocrazia. L'architetto Pier Luigi Pizzi ha lavorato dieci giorni all'ideazione dell'allestimento della mostra della collezione di Elton John all'Accademia e poi tutto è saltato, una cosa vergognosa». E conclude: «Oggi non solo mancano gli spazi ma anche i finanziamenti. Sono disponibili due milioni, uno del ministero dei Beni culturali, l'altro degli Esteri, ne manca almeno uno e mezzo rispetto a un budget che prevedeva però di avere disposizione i palazzi del Polo museale, ma se dobbiamo affittarne di nuovi i costi salgono. Berlusconi si è impegnato ad affrontare il problema e sono sicuro che lo farà. Io comunque devo denunciare pubblicamente questa situazione e lo farò in modo molto chiaro, senza nascondere nulla di quanto è accaduto sino ad oggi». APERTURA IL 4 GIUGNO CINQUE MESI DI MOSTRE MIGLIAIA DI ARTISTI 89 PADIGLIONI STRANIERI La 54 esima edizione della Biennale di Venezia, diretta da Bice Curiger, si svolgerà dal 4 giugno al 27 novembre. La mostra, intitolata ILLUMlnazioni, presenterà 82 artisti da tutto il mondo. 89 le partecipazioni nazionali, inclusa quel italiana curata da Vittorio Sgarbi