Il dibattito in Comune Berti (Pd) sdrammatizza. Destra critica. Casapound provoca con cocci di vetro Ladinser difende Spagnolli: «Chi si lamenta presenti una proposta» BOLZANO Quando gli hanno chiesto se non teme di fare la fine di Salghetti, la cui carriera politica si è di fatto arenata sul cambio di nome a piazza Vittoria, il sindaco se l'è cavata con una battuta: «Non posso certo temere che la mia carriera politica s'interrompa, perché avrei solo da guadagnarci». Ma che conseguenze può avere la spaccatura della giunta comunale sulla vicenda del bassorilievo? Klaus Ladinser, vicesindaco e uomo forte della Svp cittadina, si schiera con Durnwalder e Spagnoli. «Su un tema delicato come quello del bassorilievo osserva è normale che ci siano posizioni e sensibilità diverse. Io stesso, per esempio, posso avere un'idea diversa da quella di Durnwalder, nel senso che personalmente preferirei spostare il bassorilievo in un museo: finché l'opera rimane in una piazza, a mio avviso è difficile spiegare e contestualizzare. Il bassorilievo rimane infatti un segno forte, e qualsiasi installazione o copertura rischia di concentrare l'attenzione proprio lì». Ciò premesso, Ladinser sta con Spagnoli e Durnwalder. «Ai colleghi assessori che si lamentano per la decisione di procedere con la copertura, ricordo che abbiamo aperto fin troppi tavoli. Il problema è: come passare dalle parole ai fatti? Non possiamo certo discutere per altri 2.000 anni. Per questo comprendo la mossa di Durnwalder, e sono d'accordo con Spagnoli quando dice che a questo punto non fare nulla sarebbe molto più dannoso per la nostra comunità». Ladinser non ha comunque timori per la tenuta di giunta e maggioranza: «Non vedo grossi problemi». Anche Sandro Repetto dell'Udc non prevede contraccolpi immediati. «La giunta andrà avanti senza problemi almeno fino al 2013, l'anno in cui Spagnolli potrebbe candidarsi alle Provinciali. Monumenti a parte, l'esecutivo cittadino sta soffrendo una crisi di identità. Il problema è la coalizione molto ampia si fosse deciso di escludere l'ala più "dura" di sinistra e ambientalisti, l'azione politica potrebbe essere più coerente e incisiva». Prudente anche Franca Berti, capogruppo del Pd. «Non penso sia tempo di verifiche o tantomeno di rimpasti commenta . Sul bassorilievo sono emerse sensibilità diverse, ma la situazione è tutt'altro che drammatica. Guardiamo i fatti: dopo la lettera di Bondi si parlava di rimozione del monumento, la copertura è già un compromesso. Inoltre non va dimenticata l'ottima operazione di apertura del monumento alla Vittoria: il saldo mi sembra positivo». Duro invece Claudio Della Ratta (Psi): «Altro che l'autodeterminazione richiesta dal gruppo di Eva Klotz. Dovremmo essere noi cittadini di Bolzano, di fronte a questa sempre maggiore prepotenza della Provincia a chiedere di passare sotto la Provincia di Trento». L'opposizione attacca. «Non c'è pace in questa terra scrive il consigliere comunale del Pdl Enrico Lillo . Ogni qual volta si sta per arrivare ad una soluzione pacifica di una problematica, c'è sempre qualcuno che, con decisioni unilaterali, per ovvi motivi sostenute subito dopo anche dagli altri colleghi del partito e dagli alleati cooptati, spariglia le carte. Se l'intenzione era quella di non scegliere nessuno dei cinque progetti vincitori del concorso, perché lo si è fatto? Perché regalare 20.000 euro di soldi pubblici per poi ripiegare su una decisione già presa? E a cosa serve spendere ulteriori soldi pubblici per una vetrata provvisoria?». Durissimo Donato Seppi di Unitalia. «La vendetta del Duce a cavallo, come Tutankhamon, fa cadere nel caos totale e nella più profonda crisi ogni tentativo di violazione alla sua memoria storica e artistica». E nell'estrema destra c'è chi preferisce i fatti alle parole. E il caso del gruppo Casapound, che la scorsa notte ha lasciato cocci di vetro all'entrata degli Uffici finanziari in piazza Tribunale. Accanto ai vetri infranti, uno striscione che pubblicizza il fantomatico concorso "Fischia il sasso". Una «provocazione futurista» contro la vetrata, nello stile dell'associazione, ma anche una possibile istigazione a colpire la vetrata quando questa verrà installata. Per questo il fatto è stato segnalato all'autorità giudiziaria.
Bolzano, Duce. Il bassorilievo fa tremare la giunta
Il sindaco di Bolzano, Klaus Durnwalder, ha difeso la sua decisione di coprire il bassorilievo di Salghetti con una vetrata, affermando che non teme per la sua carriera politica. Il vicesindaco, Klaus Ladinser, si è schierato con Durnwalder e Spagnoli, mentre gli assessori del Pd hanno espresso le loro preoccupazioni. La coalizione governativa sta soffrendo una crisi di identità, e alcuni politici hanno criticato la decisione di coprire il bassorilievo. Il gruppo Casapound ha provocato con un'azione di vandalismo, lasciando cocci di vetro all'entrata degli Uffici finanziari. La situazione è stata segnalata all'autorità giudiziaria.
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