Copertura del bassorilievo, malumori in giunta. Il vicesindaco: chi si lamenta faccia proposte Il ministro: nessun obbligo. Comune, Ladinser frena i ribelli BOLZANO Il ministro per i beni e le attività culturali Giancarlo Galan frena sugli impegni del suo predecessori Sandro Bondi in materia di copertura del bassorilievo del Duce a cavallo in piazza Tribunale. Il ministro fa sapere che quello preso a suo tempo da Bondi con la Provincia va considerato un impegno personale e che pertanto non esiste alcun obbligo in tal senso da parte del governo. Un'affermazione che rischia di riaccendere la tensione sui monumenti fascisti tra il governo e Palazzo Wîdmann. Sul fronte comunale il vicesindaco Ladinser della Stella alpina si schiera con il sindaco Spagnolli, dopo gli attacchi ricevuti in giunta in merito alla copertura di Mussolini a cavallo. «Chi protesta faccia delle proposte», dice Ladinser. BOLZANO «Un'intesa sui monumenti fascisti? Agli atti risulta una nota personale del ministro Bondi, ma nessun documento ufficiale». La frase non è della deputata Michaela Biancofiore, che va ripetendo il concetto dal giorno in cui l'Svp ha reso noto i termini dell'avvenuto accordo. Viene dall'ufficio stampa del Mibac, il ministero dei beni culturali. Galan per ora non vuole intervenire in prima persona, fanno sapere da Roma. E la frase non significa che il neoministro, subentrato in corsa a Bondi, abbia già deciso di ritenere carta straccia gli impegni presi dal predecessore. Vuol dire però che Galan «sta approfondendo la questione» (sempre l'ufficio stampa). L'accordo, cioè, non viene ritenuto automaticamente «impegnativo», come Durnwalder ha sempre sostenuto. Sicuramente non è un caso che ieri mattina Biancofiore e Galan, forzisti della prima ora da sempre in buoni rapporti, siano stati avvistati mentre parlavano in Transatlantico e che le informazioni sulle riflessioni del ministro siano arrivate in redazione nel primo pomeriggio. La lettera di Bondi a Durnwalder è di fine gennaio. Come si ricorderà, vi si prevedeva la sospensione dei lavori al Monumento alla Vittoria, «che dovrà essere al centro di una profonda opera di storicizzazione», la realizzazione di tabelle esplicative per spiegare alla popolazione gli ossari presenti sul territorio altoatesino, lo spostamento del monumento all'alpino di Brunico e del frontone con il duce a cavallo. Vari esponenti del centrosinistra, a partire dal sindaco Spagnoli, parlarono apertamente di «calata di braghe e di svendita in cambio dell'astensione sulla sfiducia» e il centrodestra altoatesino provò forse il momento di più alto imbarazzo e disagio della propria storia. Anche se divisi sulle responsabilità politiche e sul peso del documento, Giorgio Holzmann e Michaela Biancofiore, dopo anni di lotte durissime, si trovarono per una volta accomunati dallo stesso sentimento di sconcerto. Bondi nel frattempo ha lasciato. Il giorno della nomina di Galan, Durnwalder da anni suo «affettuoso nemico» per le bordate reciproche ai tempi in cui il ministro era governatore del Veneto e apertamente ostile verso i privilegi delle autonomie» si è affrettato a diramare una nota in cui diceva che l'intesa con Bondi non avrebbe potuto essere messa in discussione. Il Landeshauptmann, insomma, metteva le mani avanti, presagendo future sventure. «Il ministro fanno sapere ora dall'ufficio stampa per il momento non vuole intervenire in prima persona, ma sta esaminando la questione, che è piuttosto delicata. Se la domanda (che è stata inviata via email, ndr)è: il ministro potrebbe rivedere criticamente l'intesa tra Bondi e Durnwalder? La risposta è: non c'è alcuna intesa, non c'è un documento ufficiale del ministero che possa essere giudicato come un'intesa. C'è una nota personale del ministro al presidente Durnwalder e nient'altro». «Detto questo prosegue l'ufficio stampa si prende atto positivamente che l'annosa questione del Monumento alla Vittoria sta trovando una soluzione ampiamente condivisa da tutti i soggetti (compreso il ministero, attraverso la Soprintendenza, ndr). Per quanto riguarda gli altri punti della nota personale di Bondi, il ministro sta approfondendo la questione dal punto di vista tecnico». Per quanto riguarda ossari, duce a cavallo e Alpino, in sostanza, Galan non si sente impegnato. Pare che il ministero stia valutando se non sia applicabile un articolo previsto nella legge di tutela dei beni culturali. Se non intervengono altri fattori, come la partita della presidenza italiana del consiglio provinciale, la partita dei «relitti fascisti» potrebbe quindi non essere chiusa. Riguardo alle targhe negli ossari, intanto, il futurista Urzì va all'attacco di Holzmann e La Russa, giudicando di «cartapesta» le parole del ministro della difesa. «Il ministro spiega Holzmann ha fatto quello che ha potuto, impedendo di mettere la targa a San Candido, l'unico ossario su cui aveva competenza diretta. Negli altri due casi la Provincia ha potuto agire perché le ha apposte sul proprio terreno e grazie alla precedente azione di Frattini che ha scritto la lettera poi firmata da Bondi». Il documento L'accordo in quattro punti La lettera inviata a fine gennaio da Bondi a Durnwalder tocca quattro punti: la sospensione dei lavori al Monumento alla Vittoria, che dovrà essere al centro di una profonda opera di storicizzazione, la realizzazione di tabelle esplicative per spiegare alla popolazione gli ossari presenti sul territorio altoatesino, lo spostamento del monumento all'alpino di Brunico e del frontone con il duce a cavallo. Sul bassorilievo Bondi comunicò «di aver già acquisito l'assenso dal ministro competente per una diversa collocazione anche in sedi museali a valorizzare il significato storico dell'immagine e delle icone marmoree del periodo fascista presenti su edifici pubblici del centro cittadino e in particolare del rilievo di Piffraden