ROMA In un clima rovente, peggiore dell'effetto serra, è passato definitivamente alla Camera con 278 voti favorevoli, 184 contrari e tre astenuti il disegno di legge delega sull'Ambiente che ha fatto infuriare l'opposizione, indignata per i contenuti e per la forma del provvedimento. Il ddl affida al Governo il compito di ridefinire la legislazione riguardante aree protette, rifiuti, energia, acqua, aria. Temi di capitale importanza, dicono i partiti di centrosinistra, che dovrebbero essere affrontati con ampie e articolate discussioni parlamentari, non con unilaterali e sbrigative decisioni della maggioranza. Nel mirino anche la scelta di ricorrere alla fiducia, segno, secondo lo schieramento avverso, che la maggioranza senza voto palese si terrebbe in piedi come una marionetta senza fili. I due punti caldi della nuova legge riguardano la sanatoria per gli abusi edilizi commessi entro il 30 settembre 2004 in aree protette da vincoli paesaggistici (il reato penale viene derubricato a sanzione amministrativa) e il nuovo concetto di rifiuto che esclude dal suo ambito gli scarti riciclati i quali, in quanto tali, vengono promossi a materie prime (o seconde) sottraendosi alla rigida normativa che circoscrive lo smaltimento del pattume industriale. La legge prevede anche la demolizione di quella cattedrale dell'abusivismo pugliese, già condannata dalla Cassazione, che si riflette nel mare di Bari e che con i suoi 300 mila metri cubi di cemento armato ha modificato il paesaggio di Punta Perotti con la stessa grazia di un pachiderma nella cristalleria. Il presidente dei Verdi, Pecoraro Scanio, non ricorre a giri di parole: «Una sciagura per l'Italia e per la legalità. Berlusconi dice fa gli abusi e se li sana», riferendosi a presunte infrazioni edilizie nella villa del premier in Sardegna. Secondo Castagnetti della Margherita il governo ha posto la fiducia perché «non si fida più del voto secondo coscienza dei suoi parlamentari». Luciano Violante dei Ds nota che nella politica italiana «non c'è mai stato un clima così rissoso». Durante le dichiarazioni di voto i Verdi hanno sventolato in Aula cartelli e striscioni con foto di mattoni, di Berlusconi, e sopra le scritte: «Abusivi», «Condona anche le bugie». Antonio Mereu sintetizza le ragioni della maggioranza. «Siamo ricorsi alla fiducia assicura per far passare un provvedimento che da troppo tempo aspettava di essere varato». Per la precisione da tre anni: questo è il quinto, e ultimo, "rimbalzo" tra una camera e l'altra e il terzo consumato ricorrendo alla fiducia. La delega ambientale inasprisce le pene, fino a quattro anni di reclusione, per gli abusi maggiori come l'illecito incremento dei volumi oltre il 30 per cento del totale ma permette di sanare quel brulichio di costruzioni che deturpano coste, aree montane, rive di laghi e fiumi, foreste e perfino parchi nazionali e regionali con baite, piscine, campi da tennis non previsti. Le associazioni Amici della Terra, Fai, Greenpeace, Italia Nostra e Wwf rivolgono un appello al presidente Ciampi affinché rimandi il testo alle Camere.