SE TUTTO va bene, i primi ponteggi verranno montati entro fine mese: peccato, però, che la festa dell'Unità d'Italia sia passata da tempo. I monumenti simbolo della storia risorgimentale aspettano da decenni un restauro che ridia loro dignità: alla fine dello scorso anno il governo si era impegnato a rimetterne a nuovo quattro - tra questi, il monumento di piazza Duomo - a proprie spese, per i festeggiamenti dei 150 anni. Ma intoppi burocratici hanno fatto slittare le gare, che saranno assegnate solo nei prossimi giorni. Non rientrano nei finanziamenti, però, altre due opere d'arte per mesi inutilmente coperte da ponteggi e pubblicità, prima che il Comune togliesse l'appalto alla ditta incaricata. A FINE 2010 l'annuncio era arrivato direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri: «Restituiremo presto alla cittài monumenti che rappresentano la storia d'Italia». Statue in piazze centrali, ossidate e ricoperte da strati di smog, trascurate da anni. Il governo aveva deciso di inserirne quattro milanesi nell'elenco di quelle da restaurare per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia: Vittorio Emanuele II in piazza Duomo, Cavour nella piazza omonima, Giuseppe Verdi in piazza Buonarroti e il monumento in Cinque Giornate. Il 17 marzo è passato, ma i cantieri non sono ancora neppure iniziati. «Ci sono stati ritardi per questioni che ora dovrebbero essere tutte superate», ammette il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli. Le gare per affidare i lavori - gestite direttamente dalla "Unità tecnica di missione" istituita a Roma per coordinare le celebrazioni - dovevano partire a gennaio: a ritardarle, tra le altre cose, c'è stata anche la definizione di un problema tecnico, ovvero l'eliminazione del pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico da parte delle imprese di restauro. Soltanto da poco è stata approvata la delibera necessaria, sono stati ultimati i progetti di restauro e individuate le figure di riferimento all'interno dell'amministrazione. Le buste delle proposte per le gare d'appalto - gestite direttamente da Roma - dovrebbero essere aperte nei prossimi giorni e valutate: insomma, al netto di ulteriori intoppi, i ponteggi potrebbero essere montati entro fine mese, in contemporanea, nelle quattro piazze. Un bel risparmio per Palazzo Marino, quello previsto da questi lavori, per due motivi: prima di tutto perché l'investimento complessivo - che però dovrà fare i conti anche con eventuali restauri più profondi - è di 645mila euro. Ma, soprattutto, c'è il fatto che la decisione del governo interviene dove l'amministrazione non è arrivata, pur tra molte promesse. Il monumento equestre di piazza Duomo, ad esempio, era già stato inserito in un piano di restauri alcuni anni fa, viste le condizioni pessime dovute ai piccioni che popolano la piazza e al "cancro del marmo". Il piano, però, si è rivelato fallimentare: alla Impredcost, l'azienda che avrebbe dovuto restaurare dieci monumenti a Milano (e tantissimi altri in tutta Italia, grazie a una convenzione con il ministero), il Comune ha tolto l'appalto dopo aver capito che dietro le remunerative pubblicità montate sui ponteggi di alcuni monumenti non c'era, in realtà, alcun restauratore al lavoro. Tanto che in due casi i ponteggi sono stati tolti a lavori ancora non terminati - in largo Cairoli sul monumento a Garibaldi - o neanche iniziati, come sul "cubo" dedicato a Pertini in largo Croce Rossa, lungo via Manzoni. «Ora speriamo che, dopo i quattro monumenti interessati dalle celebrazioni dell'Unità - dice il sovrintendente Artioli - si trovi una soluzione anche per questi altri due, entrambi rovinati dai segni del tempo». Resta fuori da qualsiasi stima, tra i monumenti principali della città, quello dedicatoa Giuseppe Missori, realizzato 95 anni fa.