Con 278 sì, 184 no e tre astenuti la Camera ha definitivamente approvato la legge di delega al governo per il riordino della legislazione in materia ambientale, dopo che nel pomeriggio il governo sullo stesso provvedimento aveva incassato la fiducia. Questa è passata con 316 voti favorevoli e 225 contrari. È la terza volta che il governo si affida alla fiducia per favorire l'iter del provvedimento (due al Senato e una alla Camera) che ha cominciato il proprio cammino oltre tre anni fa. Il centrosinistra ha votato compatto contro. Prima del voto, tensione in aula: un gruppo di Verdi ha manifestato con cartelli e striscioni, sono dovuti intervenire i commessi. In particolare, il provvedimento consente di sanare gli abusi edilizi commessi fino al 30 settembre 2004 nelle aree di interesse ambientale. Le opere abusive, però, dovranno superare l'accertamento di compatibilità paesaggistica. I trasgressori dovranno pagare una sanzione che andrà dai tremila ai cinquantamila euro. La domanda di sanatoria dovrà essere presentata entro il 31 gennaio del 2005. L'opposizione ha puntato fino all'ultimo il dito contro quest'ultima norma, sostenendo che servirà anche a Silvio Berlusconi per sanare il teatro all'aperto costruito nella villa in Sardegna. Il testo approvato ieri, alla sua quinta lettura, prevede, poi, una depenalizzazione degli abusi edilizi più «lievi», cioè quelli che non abbiano determinato la creazione di nuove superfici o volumi come restauri, aperture di nuove porte e finestre, eccetera. Saranno le soprintendenze a decidere volta per volta se i lavori in questione sono compatibili con il vincolo paesaggistico e i trasgressori potranno sanare gli abusi pagando una multa, ma non saranno chiamati a rispondere in sede penale. Critico il centrosinistra. «La legge delega è il peggio del peggio delle politiche ambientali del governo», ha detto Fabrizio Vigni, capogruppo Ds in commissione Ambiente della Camera. Non meno duro il giudizio di Ermete Realacci, dell'esecutivo della Margherita. «È un provvedimento - dice - che va contro il futuro del Paese, che è un futuro fatto di qualità e rispetto delle regole, e non certo di scorciatoie e nuove sanatorie». Di tutt'altro avviso il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli che giudica il provvedimento «un fatto importante e rivoluzionario».