I restauri, voluti dall'arcivescovo, hanno fermato il degrado degli stucchi e delle decorazioni di affreschi e preziosi mosaici Da circa due anni è in corso un significativo restauro dell'interno della basilica, grazie al finanziamento di due milioni di euro del ministero dei Beni culturali, in collaborazione con la società Arcus Spa, voluto dall'allora ministro Francesco Rutelli, e, soprattutto alle numerose offerte dei fedeli, sollecitati dall'appello dell'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati. Questa iniziativa si è resa necessaria per salvaguardare un grande esempio di architettura sacra dell'ultimo 800 italiano. Il santuario di Pompei nella veste architettonica attuale si deve all'ampliamento commissionato da mons. Anastasio Rossi, Prelato di Pompei, allo scopo di adeguare la basilica ad accogliere i sempre più numerosi pellegrini. I lavori, eseguiti fra il 1934 e il 1939, su progetto dell'architetto mons. Spirito Maria Chiapetta, presidente della Pontificia commissione d arte sacra, hanno mutato radicalmente la spazialità della chiesa aumentando di ben cinque volte la superficie interna dell'originario santuario di cui si è conservata la navata centrale con l'affresco raffigurante l'incoronazione della Vergine dipinto da Vincenzo Paliotti nel 1888. Gli affreschi e i mosaici della nuova basilica furono affidati a Fermo Taragni di Bergamo. I fenomeni di degrado degli stucchi e delle decorazioni ad affresco e a mosaico del santuario sono da imputare alle infiltrazioni di acqua piovana, che hanno trasportato efflorescenze saline sulla superficie decorata con conseguente perdita di colore; ai forti sbalzi termici dovuti ai grandi flussi di pellegrini. L'urgente intervento di restauro sul patrimonio artistico della basilica è stato fortemente voluto dall'arcivescovo che per primo ha posto l'attenzione sul degrado progressivo dei dipinti. I tecnici della «Ambra restauri», sotto la direzione dei lavori dell'architetto del santuario Michele Varone e l'alta sorveglianza di Angela Schiattarella della soprintendenza per i Beni architettonici di Napoli e Provincia, stanno intervenendo consolidando gli intonaci e riaderendo la pellicola pittonca, mediante l'uso di calce e resine. Attraverso un'attenta pulitura delle superfici decorate, l'integrazione delle parti mancanti con pigmenti naturali e, ove necessario, con foglia oro 24 carati, stanno restituendo agli affreschi, ai mosaici e agli stucchi quell'equilibrio cromatico e quello splendore che fa della basilica di Pompei un «unicum» nel panorama dell'arte cristiana. Tv2000, oggi uno speciale sui santuari mariani Oggi, alle 17.30, durante la trasmissione Mosaico, il programma quotidiano d'informazione religiosa di Tv2000, ci sarà un'intervista all'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, e saranno mostrate alcune immagini dei mosaici e dei dipinti del santuario di Pompei appena restaurati. Il programma dell'emittente dei cattolici italiani, che il martedì e il mercoledì approfondisce temi riguardanti la vita della Chiesa, oggi sarà infatti dedicato ad alcuni tra i più importanti santuari mariani. (L.Som.)
Pompei. Torna a splendere la basilica del Rosario
Il santuario di Pompei è stato oggetto di un significativo restauro grazie al finanziamento di due milioni di euro del ministero dei Beni culturali e alle offerte dei fedeli. Il restauro è stato voluto dall'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati, per salvaguardare un grande esempio di architettura sacra dell'ultimo 800 italiano. I lavori, eseguiti fra il 1934 e il 1939, hanno mutato radicalmente la spazialità della chiesa aumentando di ben cinque volte la superficie interna. Gli affreschi e i mosaici della nuova basilica furono affidati a Fermo Taragni di Bergamo.
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