Il suo predecessore al ministero dei Beni culturali, Sandro Bondi, aveva dato l'ok. Ma il nuovo inquilino del dicastero di San Michele a Ripa, Giancarlo Galan, ha voluto vederci chiaro e ha dato il contrordine: al Greenbuilding veronese non ci sarà l'annunciata presentazione in anteprima nazionale delle linee guida elaborate dal Mibac per eseguire migliorie tecnico-impiantistiche sui beni storico-architettonici. La tecnologia mette ormai a disposizione una vasta gamma di soluzioni non invasive compatibili con l'esigenza di tutelare un immobile di pregio storico. Manca però una linea generale e organica di intervento sugli immobili "sensibili". E c'è il rischio che sull'adeguamento tecnologico di un immobile storico che significa preservare sia lo stato di conservazione sia il valore immobiliare ciascuna soprintendenza faccia le sue valutazioni in modo individuale e non omogeneo. Per questi motivi era molta l'attesa di conoscere le linee guida che il ministero dei Beni culturali ha commissionato a un team di esperti coordinato da Livio De Santoli, preside della facoltà di Architettura della Sapienza ed esperto di questioni energetiche in particolare applicate a edifici storici. Fra le altre cose, De Santoli -ha progettato il sistema fotovoltaico installato sulla copertura della Sala Nervi del Vaticano. «Le linee guida sono ormai pronte e sono il risultato di un lavoro durato un anno e mezzo e che ha coinvolto vari atenei italiani», riferisce De Santoli, che interverrà alla giornata inaugurale del 4 maggio proprio nel convegno del Greenbuilding di Verona. «Il documento era molto atteso», conferma Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo e Greenbuilding un po' amareggiato della novità, dopo che aveva incassato l'ok del precedente ministro Bondi. «Ormai - aggiunge è necessario trovare una sintesi tra le esigenze di tutela del patrimonio edilizio storico con l'efficienza energetica, che a sua volta significa risparmio ambientale ed economico». «In questi tempi di ristrettezze di fondi pubblici prosegue , una maggiore efficienza energetica si traduce in un abbattimento dei costi correnti di gestione». E il maggior vantaggio che verrebbe da un intervento chiaro e regolato sul patrimonio storico sarebbe proprio per la pubblica amministrazione. «Le sovrintendenze osserva Zingale hanno un personale di straordinaria preparazione culturale ma non hanno staff di specialisti energetici Queste competenze vengono dalle community professionali». C'è poi una lunga lista di proprietari di immobili storici: fondazioni, banche, enti pubblici, casse previdenziali ma anche singole famiglie proprietarie di castelli o ville storiche. Le linee guida del ministero sono attese soprattutto dal mondo dei professionisti. «In genere aggiunge il direttore scientifico di Greenbuilding i vincoli posti al progettista sono molti; in alcuni casi è impossibile sostituire gli infissi. Ed è proprio lì che la sfida per il progettista è più difficile e stimolante». Il salone offrirà casi di studio sugli involucri e sugli impianti che dimostrano come intervenire in modo non invasivo su impianti e illuminotecnica. Non mancherà, ovviamente, una rassegna di prodotti.